Scozia, in preparazione un nuovo referendum per l’indipendenza dopo Brexit

*Life Member Clare Hall College University of Cambridge; Scuola di Scienze politiche e social Alma Mater Studiorum Università di Bologn
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di Michele Chiaruzzi *

Il Primo Ministro della Scozia ha ben chiarito il suo pensiero sull’eventuale uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. «Se qualcuno pensa, anche solo per un istante, che io non sia seriamente intenzionata a fare ciò che é necessario fare per proteggere gli interessi della Scozia, allora é bene che rifletta ulteriormente». É un pensiero politico rivolto verso Londra, all’indirizzo del Primo Ministro inglese, Theresa May. «Se qualcuno non può, o non vuole, permetterci di difendere I nostri interessi nel Regno Unito, allora la Scozia avrà di nuovo il diritto di decidere se essa intende seguire una strada differente». Questa chiara allusione politica é stato il preludio alla decisione del Governo di Dublino di depositare una nuova proposta di legge per celebrare un secondo referendum sull’indipendenza scozzese dal Regno Unito. Così, la Scozia reclama per se la decisione di difendere il proprio interesse nazionale definito nell’appartenenza, prima di tutto, non al Regno Unito bensí all’Europa unita.

Questo é uno degli esiti politici, giá certi, della decisione del Governo inglese di celebrare il referendum sulla Brexit: creare le condizioni per la distruzione di un’unione plurisecolare. Per una classica ironia della politica, l’imprudente scelta dei Conservatori inglesi ha generato un effetto perverso. Esso rischia di vanificare il sacrificio d’intere generazioni che hanno duramente faticato per la costruzione del Regno Unito e versato il proprio sangue per difenderlo dai nemici. Ebbene, il peggior nemico del Regno Unito si é rivelato essere un’insospettabile «quinta colonna»: il Governo inglese del Conservatore David Cameron. Cosí, oggi non é tanto la giovane Unione Europea che rischia la dissoluzione bensí la vecchia Unione delle isole britanniche. Se il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord non sopravviverá, il fallimentare gioco d’azzardo di David Cameron avrá raggiunto il nadir della propria futilità, passando alla storia come la peggior bancarotta politica.

 

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