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Latte, Ue dice ‘sì’ all’etichetta ‘Made in Italy’. Coldiretti: “Risultato storico”/VIDEO

Arriva finalmente una tutela dalla concorrenza del latte straniero, ma anche per dare maggiori garanzie ai consumatori
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coldiretti

ROMA – “Sono scaduti senza obiezioni alle ore 24 del 13 ottobre i tre mesi” dalla notifica da parte dell’Italia all’Ue della richiesta di “indicazione di origine obbligatoria per il latte e i prodotti lattiero-caseari”. Lo fa sapere la Coldiretti, in occasione dell’apertura del Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio, definendo la circostanza quale uno “storico via libera della Unione europea alla richiesta italiana di indicazione di origine obbligatoria per il latte e i prodotti lattiero-caseari”. I tre mesi sono quelli previsti dal regolamento 1169/2011 come termine per rispondere agli Stati membri che ritengono necessario adottare una nuova normativa in materia di informazioni sugli alimenti. Proprio in questa occasione Coldiretti presenta in anteprima le confezioni di latte, burro e mozzarella con le nuove etichette per aiutare i consumatori a scegliere. Il provvedimento fortemente sostenuto dalla Coldiretti “era stato anche annunciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina in occasione della Giornata nazionale del latte Italiano a Milano”, organizzata proprio dall’associazione agricola.

latte_made-in-italy_etichetta“Il via libera comunitario- segnalano dalla Coldiretti- risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani che secondo la consultazione pubblica online del ministero delle Politiche agricole, in più di 9 casi su 10, considerano molto importante che l’etichetta riporti il Paese d’origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione”. Il provvedimento riguarda – sottolinea la Coldiretti – l’indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari che dovrà essere indicata in etichetta con “paese di mungitura: nome del paese nel quale è stato munto il latte”; “paese di condizionamento: nome della nazione nella quale il latte è stato condizionato; “paese di trasformazione: nome della nazione nella quale il latte è stato trasformato”. Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato e trasformato nello stesso paese, l’indicazione di origine può essere assolta – precisa la Coldiretti – con l’utilizzo della seguente dicitura: “origine del latte: nome del paese”.

Se invece le operazioni indicate avvengono nei territori di più paesi membri dell’Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata possono essere utilizzate le seguenti diciture: “miscela di latte di Paesi Ue” per l’operazione di mungitura, “latte condizionato in Paesi Ue” per l’operazione di condizionamento, “latte trasformato in Paesi Ue” per l’operazione di trasformazione. Infine se le operazioni avvengono nel territorio di più paesi situati al di fuori dell’Unione Europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata possono essere utilizzate le seguenti diciture: “miscela di latte di Paesi non Ue” per l’operazione di mungitura, “latte condizionato in Paesi non UE” per l’operazione di condizionamento, “latte trasformato in Paesi non UE” per l’operazione di trasformazione.

“Con l’etichettatura di origine si dice finalmente basta all’inganno del falso Made in Italy con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri, cosi come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio riportarlo in etichetta”, dice il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, sottolineando che “si tratta anche di un importante segnale di cambiamento a livello comunitario sotto la spinta dell’alleanza con la Francia che ha adottato un analogo provvedimento”. L’obbligo di indicare l’origine in etichetta, conclude la Coldiretti, “salva dall’omologazione l’identità di ben 487 diversi tipi di formaggi tradizionali censiti a livello regionale territoriale e tutelati perché realizzati secondo regole tramandate da generazioni che permettono anche di sostenere la straordinaria biodiversità delle razza bovine allevate a livello nazionale”.

MONCALVO (COLDIRETTI): “RISULTATO STORICO”

“Storico via libera dell’Unione europea alla richiesta italiana di indicazione di origine obbligatoria per il latte e i prodotti lattiero-caseari”: Coldiretti non nasconde la sua soddisfazione per il risultato raggiunto sull’etichettatura del latte e dei prodotti lattiero caseari che ne indicherà l’origine italiana, tutelando gli allevatori in gravissime difficoltà per la concorrenza del latte straniero che oltretutto spesso finisce il prodotti simbolo dell’agroalimentare italiano. “Oggi festeggiamo la possibilità, finalmente, di poter avere l’origine obbligatoria del latte in tutta la filiera dei prodotti lattiero-caseari, è un risultato storico e lo abbiamo ottenuto grazie all’attenzione del Governo”, dice Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti. Infatti la misura “l’aveva annunciata il presidente del Consiglio Matteo Renzi alla nostra assemblea, la Giornata del latte italiano, a Milano davanti a 10mila allevatori”, ricorda Moncalvo, ma oggi l’etichetta obbligatoria per il latte made in Italy “diventa realtà“.

latte uova scadenzaOggi “la commissione Europea ci dice che possiamo procedere con l’etichettatura”, sottolinea il presidente Coldiretti, “è un risultato importante che da garanzie ai consumatori che vogliono il prodotto italiano e finalmente avranno la possibilità di capire per ogni prodotto caseario qual è l’origine del latte, qual è il Paese in cui è stato trasformato e condizionato il prodotto”. Però “c’è di più- sottolinea Moncalvo- finalmente abbiamo gli strumenti per poter riconoscere agli allevatori il giusto prezzo del latte. Negli ultimi 5 mesi e mezzo, da quando è stato annunciato l’impegno dell’Italia per l’etichettatura, il prezzo del latte spot, quello fuori contratto, è salito del 71%- prosegue Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti- siamo oltre i 40 centesimi, ci sono tutte le condizioni per pagare bene e nel giusto modo gli allevatori senza far aumentare il costo dei prodotti per i consumatori”. Insomma, gli 1,7 milioni di mucche da latte presenti in Italia “possono finalmente mettere la firma sulla propria produzione di latte, formaggi e yogurt”, sottolinea la Coldiretti, una produzione inoltre “garantita a livelli di sicurezza e qualità superiore grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d’Europa”. L’etichetta è poi una difesa per uno dei primati conquistati a livello comunitario dall’Italia, nel settore agroalimentare, “con la leadership europea con 49 formaggi a denominazione di origine controllata realizzati sulla base di specifici disciplinari di produzione”.

di Roberto Antonini, giornalista professionista

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