mercoledì 14 Ottobre 2026

VIDEO | Cani sul ring e video shock: a Gela scoperto un giro di combattimenti tra pitbull, 13 sequestrati

Sei indagati per l'operazione "l'inferno dei pitbull". Sui loro cellulari i filmati delle lotte clandestine, con animali gravemente feriti, ormai morenti e incapaci di muoversi

PALERMO – Tredici cani di razza pitbull sequestrati e sei indagati per combattimenti clandestini tra gli animali. È questo il bilancio dell’indagine della procura di Gela (Caltanissetta) sfociata in un blitz di polizia e carabinieri. L’inchiesta è nata da un controllo dei poliziotti del commissariato di Gela nell’abitazione di uno degli indagati, nel corso del quale gli agenti hanno trovato un pitbull con evidenti lesioni riconducibili a lotte con altri cani.

L’intervento era stato organizzato per cercare un cagnolino che era scomparso nella zona e che alcuni testimoni avevano visto con un uomo. La procura e la polizia di Gela sono intervenute con i carabinieri della Sezione operativa antibracconaggio e reati in danno degli animali del raggruppamento Cites di Roma, del nucleo Cites di Palermo e del Centro anticrimine natura di Agrigento. Gli animali, trovati in quattro abitazioni, venivano utilizzati all’interno di un circuito illegale di combattimenti e scommesse. Quattro di loro erano ancora cuccioli. Un pitbull era anche incinta.

LA PALESTRA PER ALLENARE I CANI DA COMBATTIMENTO

Sequestrata l’attrezzatura finalizzata all’allenamento degli animali: tapis roulant, catene, guinzagli con moschettoni, pesi utilizzati per potenziare le mascelle dei cani e farmaci integratori e anabolizzanti.
In campo trenta unità tra poliziotti, carabinieri e medici veterinari dell’Asp di Palermo. Ad organizzare i combattimenti clandestini di cani pitbull alcuni gelesi e altri indagati residenti a Palermo, Palma di Montechiaro e Agrigento. Coinvolti anche residenti in altre regioni d’Italia, tra le quali la Campania.

Cani sul ring e video shock: a Gela scoperto un giro di combattimenti tra pitbull, 13 sequestrati

IL ‘SOCIAL MARKETING’ DELLE VIOLENZE

I combattimenti venivano anche registrati e i video diffusi in rete. La visione dei contenuti dei telefoni cellulari sequestrati ad alcuni degli indagati ha consentito di accertare le responsabilità degli stessi.
Gli indagati, tramite piattaforme di messaggistica, promuovevano anche gli scontri tra cani utilizzando videoproduzioni contenenti immagini e scene dei duelli.
“Innumerevoli”, secondo gli investigatori, i video e le chat visionate “comprovanti la realizzazione di incontri clandestini di combattimenti tra cani pitbull, anche con soggetti di altri centri”.
In alcuni video si vedono tra l’altro dei cani gravemente feriti che non riescono più a muoversi proprio a causa delle lesioni riportate, mentre in un altro si nota un animale spirare proprio durante la realizzazione delle immagini.
Prima dei combattimenti venivano stabiliti i dettagli per le scommesse: tra queste il peso dei cani che dovevano fronteggiarsi, l’importo da scommettere e il luogo del combattimento che in alcune circostanze doveva essere “campo neutro”, ovvero fuori provincia d’appartenenza di entrambi i contendenti.

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