domenica 11 Ottobre 2026

Napoli, adesca una ragazza sui social, la sequestra in una cantina e la violenta per diverse ore: arrestato un 26enne

I fatti risalgono alla notte tra il 2 e il 3 agosto scorso. La giovane, poco più che maggiorenne, attirata con l'inganno, ha subito violenze sessuali e fisiche, immobilizzata con travi di legno

NAPOLI – Stamani i carabinieri di Sant’Antonio Abate (Napoli), in esecuzione di un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della locale Procura della Repubblica, hanno arrestato un 26enne residente a Castellammare di Stabia gravemente indiziato dei delitti di violenza sessuale, lesioni personali e sequestro di persona pluriaggravati commessi nella notte tra il 2 e il 3 agosto 2026 ai danni di una giovane ragazza poco più che maggiorenne. Le indagini sono scaturite dalla denuncia-querela presentata dalla giovane vittima nei giorni successivi al fatto criminoso.

Alla luce delle indagini svolte, l’indagato avrebbe adescato la ragazza tramite un noto social network per poi successivamente attirarla con l’inganno nella sua cantina buia ed isolata in un condominio al corso Alcide De Gasperi di Castellammare di Stabia. All’interno del locale, dopo aver sbarrato l’unica porta d’ingresso con un pesante termosifone e aver sottratto il telefono cellulare alla vittima, il ragazzo avrebbe privato la giovane della libertà personale per diverse ore. Nonostante il fermo dissenso, le suppliche e i tentativi di difesa della vittima, l’indagato avrebbe costretto la stessa a subire ripetute e gravi violenze fisiche ed atti sessuali, ricorrendo a percosse, gravi minacce di morte ed all’utilizzo di travi di legno per immobilizzarla.

La ricostruzione dei fatti fornita dalla persona offesa, oltre ad essere stata ritenuta chiara, dettagliata e pienamente coerente, avrebbe trovato anche preciso riscontro nei referti medici ospedalieri, nei rilievi fotografici effettuati dalla polizia giudiziaria e nelle testimonianze delle persone informate sui fatti con le quali la vittima si era confidata nell’immediatezza dell’evento. Il gip, nel disporre la misura cautelare, ha evidenziato l’estrema gravità della condotta dell’indagato, la particolare pericolosità sociale dello stesso e il concreto rischio di reiterazione di reati della stessa specie di quelli per cui si procede.

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