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Mamma Villirillo e il progetto ‘Rinascita’ per aiutare le donne vittime di violenza

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"Faremo corsi di cucina e sartoria e le ragazze potranno prendere degli attestati perché è importante avere opportunità di lavoro"
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ROMA – “Con questo progetto di sartoria sociale e arte culinaria abbiamo intenzione di far partire un laboratorio per rivalutare le donne vittime di violenza, di rimetterle in campo nel mondo del lavoro e di rafforzare la loro autostima”. Così la fondatrice dell’associazione e centro antiviolenza Libere Donne di Crotone, Catia Villirillo, intervistata dalla Dire, ha commentato il progetto Rinascita, nato dall’alleanza fra Libere Donne e Miss Chef.

La mamma coraggio continua ad aiutare le donne vittime di violenza, proprio nel centro in cui suo figlio maggiore, Giuseppe Parretta venne ucciso, a 18 anni, dal pluri pregiudicato Gerace, condannato in primo grado all’ergastolo.

“Faremo corsi di cucina e sartoria e le ragazze potranno prendere degli attestati perché è importante avere opportunità di lavoro. Dopo la denuncia- ha sottolineato- c’è sempre il problema del ‘dopo’ e abbiamo visto che dopo le denunce c’è sempre una grossissima difficoltà nel trovare lavoro. Lì arriva la questione della formazione”.

Un progetto che Catia Villirillo si augura possa concretamente aiutare “donne che spesso arrivano nel centro antiviolenza a una certa età perché non è facile trovare il coraggio di denunciare, spesso ci vuole tempo”, ha detto. Oltre a voler offrire opportunità per trovare lavoro, il progetto “è un modo per mettersi in gioco e ritrovare l’autostima, è un cammino. Ecco perché abbiamo deciso di chiamarlo Rinascita. La rete poi- ha aggiunto- aiuta davvero le donne a sentirsi meno sole. Di solito quando arrivano sono distrutte e in sofferenza e quando cominciano il percorso ritornano alla vita”.

Catia ha anche parlato del suo incontro con la ministra per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti: “L’ho incontrata grazie alla senatrice Silvia Vono”, ha detto. “Ci ho messo quindici anni per raggiungere le Istituzioni e sentire le parole della ministra è stato toccante. In Calabria- ha denunciato Catia Villirillo- le politiche per le donne sono zero, i centri antiviolenza sono pochi e abbandonati a sé stessi. È importante questo nuovo connubio con chi ci rappresenta. In Calabria chi fa cose per le donne è visto male e c’è omertà. Mio figlio è morto per la paura che fa Libere Donne”, ha detto.

“Ho scelto la parola Rinascita perché come le fenici le donne si rialzano e riprendono a volare- ha concluso la mamma coraggio- e io adesso mi auguro che il mio progetto possa partire da Crotone per arrivare in tutti i comuni”.

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