Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Processo contro Patrick Zaki, udienza aggiornata al 28 settembre: in aula anche diplomatici italiani

patrick_zaki
Zaki è accusato di diffusione di false notizie e rischia la reclusione fino a cinque anni
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Si è conclusa la prima udienza del processo a Patrick Zaki, che i giudici hanno aggiornato al 28 settembre: lo hanno riferito all’agenzia Dire fonti presenti nel tribunale di Mansoura.

Patrick Zaki era arrivato ad Al-Mansoura dove si celebra il processo per lo studente egiziano, dopo 18 mesi di detenzione cautelare. A Patrick Zaki è contestato il reato di diffusione di false notizie, un’accusa che potrebbe costargli una multa o la reclusione fino a cinque anni o entrambe le cose. Come riferiscono fonti sul posto contattate dall’agenzia Dire, Zaki sembra “stare bene“, i capelli “sono più lunghi e raccolti in un codino”.

LEGGI ANCHE: Il rettore dell’Università di Bologna in apprensione per Zaki: “Parlerò con Draghi”

Si apprende inoltre che sono presenti in aula anche rappresentanti diplomatici delle ambasciate al Cairo di Italia, Germania, Canada e Unione europea, oltre ad alcuni membri della sua famiglia.

Il rinvio a giudizio per lo studente egiziano dell’Università di Bologna è scattato dopo che il giudice ha accolto l’impianto accusatorio della procura, fondato su un articolo che il ricercatore ha pubblicato per una testata online nel 2019, in cui denunciava abusi e violenze subite dalla minoranza copto-cristiana in Egitto.

LEGGI ANCHE: Patrick Zaki va a processo: l’accusa è di ‘diffusione di false notizie’

Secondo le fonti della Dire, non è possibile stabilire la durata del procedimento dal momento che “solitamente sono previsti una quarantina di casi al giorno”.

Zaki finora è stato detenuto nel carcere di massima sicurezza di Tora, al Cairo. A Mansoura, la sua città natale, ha trascorso le prime ore dopo l’arresto, avvenuto tra il 7 e l’8 febbraio 2020. Secondo una denuncia presentata attraverso i suoi avvocati, è in questa occasione che ha subito torture con l’elettroshock nel corso dell’interrogatorio.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»