Stefano Feltri: “Contro Salvini, ma Meloni è peggio”

Intervista al direttore del nuovo quotidiano 'Domani', il 15 settembre in edicola e on-line
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ROMA – “Contro Salvini, ma Giorgia Meloni è peggio”. Stefano Feltri, direttore di ‘Domani’, intervistato dall’agenzia Dire parla del nuovo quotidiano da domani in edicola e on-line.

Direttore Feltri c’era bisogno di un quotidiano come ‘Domani’?

“Penso di sì, siamo il primo giornale nato dopo e durante la pandemia e andiamo ad occupare uno spazio vuoto da due punti di vista: ci posizioniamo nell’area larga del centrosinistra senza nostalgie ma anche senza l’ossessione di andare verso il centro o verso destra come altri giornali; perché nasciamo in un mondo diverso, dove c’è una richiesta di informazione più precisa, accurata, più indipendente. Durante la pandemia abbiamo visto quanto questo sia importante, quanto sia facile per la politica, il Governo, qualsiasi potere di condizionare”.

Puntate sul coinvolgimento stretto dei lettori?

“Sì, è finita la fase dove i giornali si occupano di tutto e lo spiegano poi ai lettori ignoranti. Oggi i giornali devono essere più ‘orizzontali’, non nel senso che ognuno fa il giornalista ma nel senso che ognuno ha delle competenze da fornire e su temi molto complessi bisogna mettere in campo tutte le energie possibili, i giornali funzionano se sono comunità di intelligenze”.

Quali saranno i punti di forza del giornale ‘Domani’?

“Sarà un giornale accessibile a tutti, cercheremo di scrivere in modo comprensibile eliminando tutte quelle complessità che ci sono negli altri giornali come, ad esempio, la moltiplicazione di pezzi sullo stesso argomento, poi avremo inchieste, analisi, pagine culturali dove invece di commentare la cultura degli altri cercheremo di produrla noi con i nostri collaboratori, scrittori e intellettuali”.

Un giornale con una forte identità insomma…

“Sarà un giornale indipendente e quindi libero di sviluppare opinioni e dibattito. Ad esempio sul referendum per il taglio dei parlamentari ci siamo schierati per il No, anche se abbiamo ospitato molti pareri sul Sì”.

Siete nati per far male a Repubblica, passata a Fca?

“Credo che De Benedetti non debba dimostrare niente a nessuno, ha fatto l’editore per tutta la vita poi ha lasciato ai figli che hanno scelto altre strade… il Domani nasce senza giornalisti di Repubblica, la squadra è stata scelta da me con l’approvazione dell’editore, una redazione di trentenni, molti collaboratori nuovi anche internazionali con cui ho lavorato in questi anni”.

Che posizione avrà il Domani rispetto al Governo Conte?

“Quella che avremo anche con i governi che verranno. Noi li valutiamo in base ai fatti, abbiamo alcune priorità come l’ambiente, il lavoro, le diseguaglianze, la salute. Chiederemo conto di quello che fa chi sta al potere e se non fa, chiederemo che paghi un prezzo”.

Direttore Feltri l’alleanza Pd-M5S reggerà?

“E’ inevitabile. Il Pd è nato con vocazione maggioritaria ma oltre alla vocazione ci vogliono pure i voti e il Pd non li ha. Il Movimento ha sbagliato e tradito molte promesse ma continuano ad avere voti, può piacere o non piacere ma c’è. Io non vedo un’alternativa”.

Salvini, leader della Lega, pericolo numero uno per il Domani?

“Salvini è un pericolo ma anche il sintomo di un pericolo più grande, quello di una politica basata solo su slogan, semplificazioni che poi portano a prendersela con le minoranze fragili. Ma Fratelli d’Italia è molto peggio della Lega di Salvini perché almeno la Lega ha una classe dirigente anche a livello locale. Meloni non ha neanche quella”.

Tra un anno si vota anche per il sindaco di Roma…

“Vorrei un sindaco prodotto da uno sforzo di elaborazione su un progetto di città non da mero calcolo tattico. Qui siamo di fronte alla conferma di Raggi che non è riuscita ad essere all’altezza delle premesse per usare un eufemismo, oppure di mandare la città a destra o attendere il nome forte del Pd…: politica di corto respiro mentre Roma avrebbe bisogno di un senso oltre che di un nome”.

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14 Settembre 2020
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