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Tg Sanità, edizione del 14 settembre 2020

RECOVERY FUND. SPERANZA: PIANO IN 5 ASSI, ‘PROSSIMITÀ’ PAROLA CHIAVE

“Il piano per la sanità che stiamo costruendo si basa su 5 assi fondamentali, 3 verticali e 2 trasversali”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, in audizione la settimana scorsa in Commissione Affari Sociali della Camera in merito alle priorità nell’utilizzo del Recovery Fund. “I tre assi verticali sono: territorio e sanità di prossimità, ospedali in rete, salute e ambiente- ha spiegato Speranza- Gli assi trasversali sono invece conoscenza per la salute e innovazione digitale per il Sevizio sanitario nazionale”. Un obiettivo fondamentale legato al primo asse è quello “di ricominciare ad investire sulla sanità territoriale. Vorrei che la parola chiave di questa riforma sia ‘prossimità’- ha quindi sottolineato il ministro- cioè ricominciare a pensare e ricostruire un Sevizio sanitario nazionale “prossimo, vicino, capace di essere il più possibile nell’immediatezze delle esigenze del cittadino”.

CORONAVIRUS. ASTRAZENECA: PER VACCINO POSSIAMO FARCELA ENTRO 2020

Il vaccino sperimentale anti-Coronavirus elaborato dall’Università di Oxford potrebbe ancora essere disponibile sul mercato “a fine anno o all’inizio del 2021”, malgrado la battuta d’arresto imposta dalla reazione anomala registrata su un volontario. Lo ha ha fatto sapere Pascal Soriot, amministratore delegato di AstraZeneca, il colosso farmaceutico che se ne è aggiudicato i diritti di produzione. Soriot ha precisato di essere convinto che il progetto resti “in corsa per avere entro quest’anno una data” sulla richiesta di approvazione delle autorità sanitarie. Quanto all’episodio del paziente soggetto a reazione anomala, Soriot ha sottolineato che “eventi avversi” sono abituali nelle fasi di sperimentazione, ma che normalmente “non sono tenuti sotto osservazione dal mondo intero”.

CORONAVIRUS. ANDREONI (SIMIT): SU NUMEROSI PAZIENTI RIMANGONO SEGNI MALATTIA

“Quello delle sindromi post-Covid è un mondo che stiamo scoprendo adesso, stiamo richiamando in follow up tutti i pazienti guariti, ormai da diversi mesi, ed effettivamente vediamo che in una certa numerosità di questi pazienti rimangono segni della malattia, come difficoltà respiratoria e un certo stato anche di depressione”. Risponde così l’infettivologo Massimo Andreoni, direttore della UOC Malattie Infettive al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), interpellato dall’agenzia Dire in merito ad alcuni effetti a lungo termine che il Coronavirus può lasciare sugli ex pazienti. “Credo che avremo bisogno ancora di qualche mese per capire cosa di tutto questo resterà- ha proseguito Andreoni– Io ho fiducia che molte di queste sindromi passeranno con il tempo, ma certamente oggi rispondere a questa domanda non è semplice, perché ancora non abbiamo dati sufficientemente provati per poter stabilire con certezza cosa rimane dalla malattia”.

FIBROSI CISTICA. TRA FEBBRAIO E LUGLIO ‘SOLO’ 21 PAZIENTI POSITIVI A COVID

Secondo l’ultimo report del Rifc, nel periodo compreso tra febbraio e luglio 2020 sono stati 21 i pazienti con fibrosi cistica risultati positivi all’infezione da SARS-CoV-2. Un numero non eccessivamente elevato, frutto di due fattori: da una parte l’attenzione sempre alta dei malati abituati a proteggersi e ad indossare abitualmente la mascherina; dall’altra il ricorso alla telemedicina che ha ridotto al minimo gli spostamenti. Durante il lockdown, infatti, molti Centri di cura di Fibrosi Cistica si sono trasformati in centri Covid ma si sono serviti sia del telemonitoraggio sia del supporto territoriale per la terapia domiciliare. È quanto emerso in occasione di una conferenza stampa online organizzata dalla Lega Italiana Fibrosi Cistica, in collaborazione con l’Osservatorio Malattie Rare. In Italia, intanto, sono circa 6mila le persone con fibrosi cistica, malattia genetica, cronica e progressiva che si manifesta solitamente durante l’infanzia e che colpisce, oltre all’apparato respiratorio (con bronchite cronica), soprattutto pancreas (con insufficienza pancreatica, diabete giovanile e pancreatite), intestino (con ostruzione stercorale) e talvolta il fegato (con cirrosi).

‘FIDATI DEL TUO FISIOTERAPISTA’, LE STORIE DI AIFI PER LA GIORNATA MONDIALE

Chi è il fisioterapista e cosa fa? Quando e come interviene? Quali vantaggi porta alla nostra salute? In occasione della Giornata Mondiale della Fisioterapia (che si è celebrata lo scorso 8 settembre) i fisioterapisti dell’AIFI (Associazione Italiana Fisioterapisti) l’hanno chiesto ad alcune delle migliaia di persone che vengono seguite quotidianamente in tutta Italia. Il risultato è contenuto in un video intitolato ‘Storie ed alleanze: fidati del tuo fisioterapista‘. Nel video di AIFI si alternano persone e problematiche diverse: Giacomo sta cercando di riprendersi dopo un violento colpo di frusta a seguito di un incidente stradale; Sandro sta terminando un lungo periodo di riabilitazione post-covid; Giuseppe è reduce da un intervento di tumore alla prostata; Laura da tempo è malata di Sma e cerca una nuova qualità di vita; Lorenzo è un giovane calciatore professionista con alle spalle un grave infortunio di gioco; Linda cerca rimedio al dolore pelvico cronico; per terminare con Wanda, che ha un lipedema agli arti inferiori. Storie diverse, tutte con il comun denominatore di una salute da ritrovare, grazie all’aiuto dei fisioterapisti.

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14 Settembre 2020
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