Mare, impegno ‘no plastic’ Donne Fidapa in vista dei 17 obiettivi dell’agenda 2030

Professioniste, amministratrici, insegnanti, artiste, imprenditrici, artigiane e manager si sono date appuntamento al Porto Turistico di Roma-Ostia per rimettere il protagonismo femminile al centro della sfida della tutela del mare e degli ecosistemi
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ROMA – Le donne che hanno cura, le donne che educano e consumano con consapevolezza, le donne che nelle istituzioni e nei luoghi di lavoro fanno la differenza sui temi della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente. Professioniste, amministratrici, insegnanti, artiste, imprenditrici, artigiane e manager, grazie alla Sezione Roma della Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari-Business and Professional Women International (Fidapa Bpw Italy), si sono date appuntamento oggi pomeriggio al Porto Turistico di Roma-Ostia per rimettere il protagonismo femminile al centro della sfida della tutela del mare e degli ecosistemi con il convegno ‘No Plastic’ ‘La donna e il mare. Non vogliamo affogare nella plastica‘.

Un tema affrontato a livello internazionale da Bpw – di cui Fidapa fa parte – che “per il triennio 2017-2020- ha spiegato alla Dire Pia Petrucci, past president nazionale Fidapa Bpw Italy- ha scelto come tema da sviluppare quello dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Come movimento di opinione siamo particolarmente sensibili alla tematica della protezione, del rispetto e del rapporto con il mare, un mare pulito libero da plastiche e microplastiche”.

“Abbiamo deciso di declinare al femminile l’attenzione al mare, in particolare verso quelle iniziative che le donne potrebbero compiere in prima persona al fine di cambiare abitudini quotidiane, di cui non siamo neanche coscienti- ha precisato Bettina Giordani, presidente della Sezione Roma Fidapa Bpw Italy, promotrice dell’evento- Noi donne abbiamo una responsabilità in più nel fare attenzione e nel gestire i piccoli oggetti quotidiani che non sono biodegradabili. Abbiamo organizzato in molte città convegni di sensibilizzazione, abbiamo creato anche momenti di teatro civile e realizzato opere di plastica riciclata, ma, soprattutto, abbiamo preso l’impegno di parlarne nel quotidiano”.

L’iniziativa ha incontrato l’entusiasmo della presidente del Municipio X di Roma Capitale, Giuliana Di Pillo, alla guida di una Giunta quasi tutta al femminile, impegnata sul tema della lotta alle plastiche sulle spiagge di Ostia: “Dobbiamo abituare i cittadini ad usare sempre meno la plastica- dichiara alla Dire Di Pillo, a margine del convegno- Abbiamo già iniziato quest’estate con l’ordinanza balneare in cui abbiamo inserito una norma etica per stimolare i gestori degli stabilimenti ad usarla sempre meno. Anche nei moduli di patrocinio che noi firmiamo c’è una piccola frase in cui esortiamo a non usare la plastica monouso”.

Una strategia step by step adottata dall’amministrazione, da veicolare “non attraverso i divieti”, ma a partire dalla costruzione di una nuova cultura ambientale. “Ci siamo accorti che il tema è molto sentito dai cittadini, che in tantissimi hanno partecipato la scorsa settimana alla distribuzione delle oltre 5mila borracce- ha sottolineato la presidente- ma anche dai gestori, che in buon numero stanno usando piatti e bicchieri biodegradabili. Segno che questa cultura già c’è”. E sull’importanza della cultura del mare da trasmettere alle giovani generazioni hanno insistito anche gli interventi del comandante della Guardia Costiera, Vincenzo Leone, tra i protagonisti del progetto di Cittadinanza del mare, e del coordinatore del polo universitario di Ostia per il Dipartimento di Ingegneria di Roma Tre, professor Massimo Gennaretti: “Il corso di laurea in Ingegneria delle tecnologie per il mare ha avuto un grande successo il primo anno, che stiamo mantenendo anche nel secondo. Abbiamo un buon numero di studenti che si immatricolano- ha spiegato alla Dire il professore- e la percentuale di studentesse è piuttosto elevata, anche rispetto ad altri corsi di Ingegneria: il primo anno ha superato il 30% dei 144 iscritti, decisamente una buona media per un corso in Ingegneria. La salvaguardia dell’ ambiente marino implica una conoscenza di tecnologia per la salvaguardia stessa sia dell’ambiente che delle coste”.

Salvaguardia che passa, soprattutto, da una riduzione del consumo di plastica monouso, che in Italia ancora fatica ad essere realtà. Il Belpaese è, infatti, maglia nera in Europa per consumo di acqua in bottiglie di plastica “nonostante abbiamo ottime fonti- ha commentato alla Dire Silvia Castronovi di Altroconsumo- Eliminare questa abitudine oltre a portare un vantaggio all’ambiente potrebbe portare anche un vantaggio nelle tasche dei consumatori che potrebbero risparmiare circa 150 euro all’anno di spesa”. Al fianco di Fidapa anche Ambiente Mare Italia (Ami), che ha coinvolto l’associazione nel beach clean up della spiaggia di Torre Flavia a Ladispoli in occasione della Giornata mondiale degli oceani lo scorso 8 giugno. “

Il ruolo delle donne rispetto alle tematiche ambientali è sempre più centrale- ha dichiarato alla Dire il presidente di Ami Alessandro Botti– Ambiente Mare Italia ne è consapevole e vive questa esperienza ogni giorno, perché è composta per lo più da donne. Il loro ruolo è centrale perché le donne fanno scelte indirizzate sempre di più verso il rispetto ambientale e l’ecosostenibilità e hanno una capacità di sensibilizzazione e divulgazione diretta, in famiglia, sul lavoro e nella loro vita quotidiana”, ha concluso Botti. Il convegno, a cui sono intervenute anche Laura Moschini di Gio-Osservatorio Interuniversitario Studi di Genere, e Giuliana Coccia, del Segretariato ASviS, si è concluso con una performance artistica e musicale a cura delle Socie Young della Sezione Roma di Fidapa.

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14 Settembre 2019
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