Maltempo, gli agricoltori in Liguria: “Impreparati per forti piogge, torrenti a rischio”

A lanciare l'allarme è la Confederazione italiana agricoltori Liguria
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GENOVA – Dopo la polemica sollevata nei giorni scorsi dal sindaco di Sarzana per il taglio regionale dei fondi per la pulizia degli alvei, oggi tocca alla Confederazione italiana agricoltori Liguria lanciare l’allarme sulla scarsa manutenzione dei rivi che alimentano i corsi d’acqua principali. “Non vogliamo fare i menagramo, o come dice qualcuno i gufi- afferma il presidente Cia Liguria, Aldo Alberto- ma da un rapido giro di orizzonte sul territorio possiamo dire che eventi piovosi di forte intensità ci troveranno ancora una volta largamente impreparati“. Una previsione nefasta dovuta al fatto che gli “interventi di pulizia degli alvei dei maggiori torrenti (neppure tutti) ci sono stati, ma ciò che manca, in maniera evidente, sono interventi sui rivi che alimentano le aste torrentizie principali. Da lì molto spesso provengono i materiali (ramaglia, tronchi o, peggio, rifiuti ingombranti abbandonati) che concorrono a creare difficoltà al deflusso delle acque, spesso occludendo gli alvei”. Tra gli esempi citati, i rivi Carenda, Carendetta e Fasceo nella Piana di Albenga, o il torrente Leira a Voltri.

“Potremmo trovare situazioni simili in altri torrenti e rivi della nostra regione- spiega Alberto- la nostra preoccupazione è data dall’assenza di una programmazione di ‘bacino’ che intervenga sull’intero sistema di regimentazione delle acque, governandone il deflusso a partire dalla rete a monte, i rivi minori e la regimentazione del suolo”. Per questo, il presidente di Cia Liguria richiama le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha sottolineato come la messa in sicurezza idrogeologica del territorio sia una priorità per il Paese. “Non vorremmo ritrovarci nelle prossime settimane a sentire ‘soloni’ parlarci di prevenzione e di ruolo del presidio umano in campagna- conclude Alberto- la stalla va chiusa prima e non quando i buoi ormai sono scappati”.

di Simone D’Ambrosio, giornalista professionista

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