lunedì 14 Settembre 2026

VIDEO | Legge elettorale, governo battuto sulle preferenze. Meloni: “Ha vinto la palude”. I Vannacciani filmano il voto (segreto)

Non passa per un voto l'emendamento di FdI, punto cardine della riforma. E' caccia ai trenta franchi tiratori. Riprende il voto, occupati i banchi del Governo, Giachetti espulso

ROMA – La maggioranza va sotto alla Camera dei Deputati sul nodo preferenze. Con una votazione a scrutinio segreto, l’Aula di Montecitorio ha respinto per un solo voto di scarto l’emendamento cardine alla legge elettorale targato Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc, sostenuto anche da Lega e Forza Italia. La proposta di modifica, che mirava a riscrivere l’articolo 1 del testo introducendo un sistema misto tra capilista bloccati e preferenze, è stata bocciata con 188 voti contrari e 187 favorevoli. Grande esultanza in aula da parte delle opposizioni con fragorosi applausi e cori al grido di “dimissioni” e “elezioni”.

MELONI: “CI ABBIAMO PROVATO, HA VINTO LA PALUDE”

“Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude” Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate. Abbiamo chiesto che si votasse con voto palese e che ognuno mettesse la faccia sul suo voto, ma le opposizioni hanno voluto il voto segreto. Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione”.

“La scena dell’opposizione che esulta come se avesse vinto un Mondiale per aver impedito ai cittadini di poter scegliere i propri parlamentari dice tutto”. “L’emendamento è stato respinto per un solo voto. Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci“.

LA DIRETTA

23:45 – Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè ha annunciato la sospensione della seduta sulla legge elettorale. I lavori riprenderanno domani alle 9.30.

23:30Le opposizioni hanno annunciato in aula di ritirare tutti gli emendamenti tranne quelli sui fuorisede. Ad annunciarlo è stato il capogruppo del M5S Riccardo Ricciardi, Avs, seguito da Filiberto Zaratti di Avs, da Chiara Braga del Pd, da Maria Elena Boschi di Iv e da Riccardo Magi di Più Europa.
“È evidente che l’arroganza di questa maggioranza non ha limite, stanno andando dritti contro un muro. Non ci vogliamo prestare a questa farsa, ritiriamo tutti i nostri emendamenti e vi lasciamo discutere una legge sbagliata, irrispettosa e incostituzionale. Manterremo solo i sub-emendamenti sui fuori sede e vi sfidiamo noi a dare una risposta vera a chi non può votare e a quelli che intervengono sugli eletti all’estero su cui si è consumata un’altra porcata. questa farsa deve finire”, ha spiegato la capogruppo del Pd Braga.

“Italia Viva ritira gli emendamenti condivisi con il resto delle opposizioni, così come quelli a nostra prima firma. Noi abbiamo portato avanti un percorso comune con il resto delle opposizioni e continueremo a farlo. Mentre la maggioranza non è riuscita ad aprire alcun dialogo con le opposizioni perché, prima ancora, non è stata capace di trovare un accordo al proprio interno. Chi non riesce a parlare con i propri alleati difficilmente può costruire un confronto con il Parlamento”, dice Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva-Casa Riformista, intervenendo in Aula.

23:15Roberto Giachetti è stato espulso dall’aula della Camera dopo due richiami all’ordine da parte del vicepresidente Giorgio Mulè. Immediata la polemica. Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva, ha risposto a Mulè: “Ha espulso il collega Giachetti per lesa maestà nei suoi confronti e non per una violazione del regolamento. Non è accettabile, questo è un modo dispotico di ritagliarsi un reel per i suoi social”. Il vicepresidente a sua volta ha replicato: “Applico il regolamento, Giachetti lo ha violato dopo due richiami sfidando la presidenza”.

23:10 – Nuova richiesta delle opposizioni di sospendere i lavori alla Camera, respinta dall’aula. Durante l’esame degli emendamenti sulla legge elettorale, numerosi deputati, tra cui il dem Gianluca Fornaro e quello di Avs Marco Grimaldi, hanno chiesto alla presidenza di sospendere i lavori per avviare un’indagine sui deputati che si sono filmati durante la votazione a scrutinio segreto sull’emendamento sulle preferenze. Una procedura, secondo i deputati di minoranza, “in palese violazione del regolamento” con possibili ricadute a “livello penale”. Dopo la votazione, il presidente di turno, Giorgio Mulè ha comunque sospeso la seduta per i disordini tra maggioranza e opposizione con quest’ultima che ha lasciato i propri banchi andando ad ‘occupare’ l’emiciclo. Riaprendo la seduta, il vicepresidente Giorgio Mulè ha fatto sapere che “il collegio dei questori non si può riunire materialmente adesso. I questori hanno l’incarico di riunirsi domani mattina, c’è già un ufficio di presidenza convocato il 21 di luglio”. In quella sede potrebbero essere decise eventuali sanzioni.

21:50 – “Potrei fare l’oracolo. Che cosa vi avevo detto io? Che alla Camera ci sarebbe stata la richiesta del voto segreto e che questa riforma sulle preferenze non sarebbe passata. Perché una cosa è quello che dicono di fronte alle telecamere, altro invece è il fatto che questi partiti le preferenze non le vogliono. L’unico a volerle è Futuro Nazionale. È l’unico partito che vuole ridare la sovranità al popolo e ridare la dignità al Parlamento. Ora, cari cittadini, sapete chi votare”. Lo dice il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci in un video pubblicato su facebook.

21:20 – Il voto segreto che ha bocciato l’emendamento di maggioranza sulle preferenze ha un valore politico? “No”. Risponde così il presidente dei deputati Fdi Galeazzo Bignami al termine della capigruppo della Camera che ha deciso di proseguire i lavori sulla legge elettorale fino alle 24. “Fratelli d’Italia ha proposto un emendamento sulle preferenze – risponde Bignami- ha in tutti i modi cercato di evitare il voto segreto, che però basta che venga richiesto da singoli deputati per poter essere concesso”.
Ci sarà un confronto all’interno della maggioranza? Bignami risponde: “Adesso portiamo a termine il provvedimento e poi dopo faremo il punto su tutto. Ricordiamoci che è un emendamento che era presentato da Fratelli d’Italia, UDC in un contesto di una legge elettorale più complessa e che contiamo di portare a termine nei tempi previsti”.

20:50 “Andiamo avanti con i voti” sulla legge elettorale Lo dice il capigruppo Fdi Galeazzo Bignami al termine della capigruppo alla Camera dopo la bocciatura dell’emendamento preferenze.

COSA E’ SUCCESSO

“La maggioranza va sotto di un voto sull’emendamento Bignami sulla reintroduzione delle preferenze voluto da Fratelli d’Italia. L’anima della riforma! L’esultanza dell’opposizione! Ps e comunque Che Guevara porta fortuna”, scrive sui social la deputata dem Patrizia Prestipino, che posta anche un video dell’aula di Montecitorio.

La scelta di non rimettersi all’Aula da parte dei relatori e della ministra alle Riforme Elisabetta Casellati alla fine si è rivelata un boomerang per il centrodestra. Dopo le Assemblee mattutine di Forza Italia e Lega, che avevano dato disco verde all’emendamento Fdi sul mix di preferenze e capilista bloccati, i 4 relatori di maggioranza, in Comitato dei nove della Commissione Affari costituzionali, hanno fatto sapere che avrebbero dato a questo punto parere favorevole sulla norma sottoscritta anche Noi Moderati e Udc. Il governo, in Aula, ha annunciato il parere conforme ai relatori. A questa notizia, a molti si sono drizzate le orecchie. In Transatlantico è cominciato a girare un commento: “Con il parere favorevole se l’emendamento Bignami viene bocciato il governo e la maggioranza vanno sotto”.

Ad alcuni questo rischio era sembrato come un tentativo del centrodestra di ‘blindare’ in extremis lo scrutinio segreto. E qualcuno dei big dei partiti osservava: “Mi sembrano tutti tranquilli, non credo che rischiamo. Poi è chiaro che se l’emendamento viene bocciato si crea l’incidente politico…”.

La tensione tra i banchi del centrodestra, appena si sono accese le lucine per la votazione a scrutinio segreto, è stata evidente anche per la richiesta del presidente di turno Fabio Rampelli di “non scattare foto”. A ‘frittata fatta’, lo stesso Rampelli, visto lo scompiglio in Aula ha parlato di “Colpo di scena”.

“Tra chi ha votato contro ci sono sicuramente i vannacciani”, dice il leader di Noi Moderati
Maurizio Lupi, parlando con i cronisti in Transatlantico.

CONTE E SCHLEIN: “ANDATE A CASA”

La bocciatura della norma ha scatenato la durissima reazione dei leader del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle, che hanno immediatamente chiesto le dimissioni del governo. “Avete sfiduciato la vostra presidente del Consiglio”, ha attaccato in Aula il leader del M5S, Giuseppe Conte. “Ora che siete andati sotto vi rimane un’unica cosa: aprire una crisi di governo e andare a casa perché tocca a noi“.

Sulla stessa linea la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha parlato di un segnale di stop all’arroganza della coalizione di governo: “Questo è stato un voto contro l’arroganza di chi pensa che in un Paese con una crescita a zero, con i salari tra i più bassi d’Europa, il costo dell’energia più caro d’Europa, le liste d’attesa infinite in sanità, le tasse che avete portato al record, la priorità sia la legge elettorale. Alcuni deputati della loro stessa maggioranza evidentemente hanno pensato di dire no.”

Schlein ha poi puntato il dito direttamente contro Giorgia Meloni: “Era un voto contro l’arroganza di una leader donna che per difendere il suo potere era pronta a schiacciare quello delle altre donne. Diamo il tempo ai colleghi di prendere atto che hanno fallito e che è il momento di ritornare a casa per dare finalmente un governo a questo Paese. I vostri patti di potere oggi, sotto gli occhi di mezzo Governo, sono saltati. Prendete atto del vostro fallimento e andate a casa!”.

BONELLI: “MELONI VADA AL COLLE, NOI PRONTI AL VOTO”

A rincarare la dose Angelo Bonelli (Avs): “Meloni oggi non ci ha messo la faccia. È mancato il volto di Giorgia Meloni. È la più grande sconfitta della presidente del Consiglio e lei oggi deve trarne le conseguenze. È stata sfiduciata e anche noi chiediamo alla presidente del Consiglio di trarne le conseguenze”. La premier, ha continuato Bonelli, “è stata sfiduciata e anche noi chiediamo alla presidente del Consiglio di andare direttamente dal presidente della Repubblica perché è chiaro che i voti sono mancati nella sua maggioranza. Meloni vada al Colle, noi siamo pronti al voto“.

Stesso parere da parte di Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo: “Le preferenze finte: con il capolista bloccato, il listone bloccato, senza l’alternanza di genere: una truffa frutto dell’arroganza e della paura. Meloni ha sfidato le opposizioni: ‘È ora di metterci la faccia’ ha scritto sui social. Ma oggi la faccia l’ha persa lei, sfiduciata dalla sua stessa maggioranza. Ora dimissioni!“.

LA REAZIONE DELLA MAGGIORANZA

Nei corridoi del Transatlantico si respira un clima di evidente sconcerto. Intercettato dai giornalisti che gli chiedevano se questo clamoroso stop possa aprire una crisi di governo, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha cercato di minimizzare: “È la democrazia, ora vediamo che succede…”.

Dopo la bocciatura dell’emendamento, il presidente di turno Fabio Rampelli ha cercato di riportare ordine tra i banchi, con la maggioranza in forte agitazione e le opposizioni che esultavano. Riccardo Ricciardi (M5s) ha commentato: “Io capisco che si voglia far finta di nulla rispetto a quello che è accaduto, ma c’è un dato politico: noi oggi abbiamo la premier che si è esposta pubblicamente sulla legge elettorale. Occorre subito la convocazione di una capigruppo”.

Leggi anche