ROMA – “Presentiamo un pacchetto di proposte, di misure, per testimoniare la concretezza delle nostre battaglie contro la mafia e per legalità“. Lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, che stamattina nella sede di Campo Marzio ha illustrato il pacchetto di 5 proposte che si chiama ‘Le mafie dilagano, da governo immobilismo e passerelle’ insieme a Luigi Nave, capogruppo commissione Antimafia, Roberto Scarpinato e Federico Cafiero De Raho.
“TOCCA A NOI RICOSTRUIRE DA CIMA A FONDO LA LOTTA CONTRO LE MAFIE”
“Questa è una settimana particolare perché ci porta a una delle più tragiche ricorrenze del Paese: il 19 luglio ci fu l’uccisione di Borsellino e della sua scorta. Occasioni come queste non possono essere innaffiate dalla retorica, ma occorrono fatti concreti e buona politica. Queste- ha detto- sono proposte concrete fatte con competenza. È un pacchetto contro la criminalità, in particolare contro la criminalità organizzata. Non sono semplici proposte, ma battaglie che camminano sulle gambe di persone che hanno combattuto tutta la vita contro le mafie. Siamo qui per dire che tocca a noi ricostruire da cima a fondo la lotta contro le mafie e garantire sicurezza a tutti i cittadini che si sentono abbandonati. Tocca a noi piantare di nuovo la speranza nel deserto che sta lasciando il governo Meloni, che ha spuntato le armi e ha contribuito al forte arretramento della lotta alle mafie e l’illegalità”, ha aggiunto.
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“Al governo dovremo fare piazza pulita di tutte norme che hanno segnato questo arretramento. Dobbiamo dare seguito al passaggio fondamentale del referendum, non dimentichiamo i 15 milioni di cittadini che hanno dato uno schiaffo sonoro a questo governo. Non ci intestiamo quei voti, ma è un messaggio forte che non possiamo far cadere. Dobbiamo portare al tavolo con le altre forze di opposizione un taglio netto con l’eredità pericolosa del governo Meloni”, ha concluso Conte.
LE PROPOSTE
Tra le proposte, la lotta alla collusione dei colletti bianchi e il ritorno dell’articolo 270 del Codice di procedura penale, quello che regola l’uso delle intercettazioni, “alla sua originaria versione”, perché oggi “se vengono intercettati mafiosi e si scopre una corruzione non possiamo fare niente”, ha spiegato Scarpinato. Poi ripristinare l’abuso d’ufficio, la cui abrogazione “ha avuto ricadute immediate. C’è una maggiore vulnerabilità delle amministrazioni locali e c’è una crescita abnorme di appalti affidati senza gara, che sono quasi il 90 per cento”.
E ancora, “riprendere il controllo dell’alta sicurezza” con misure che impediscano l’uso di cellulari e il loro arrivo in carcere, per i capi mafia eliminare il giudizio abbreviato, così come il ritorno nei luoghi di origine dopo la detenzione e il divieto dei benefici a chi ha un ergastolo prima dei 35 anni. “Dobbiamo decidere se fare antimafia di vetrina o prendere il toro per le corna. È finito il tempo di fare antimafia da vetrina e commuoversi davanti all’auto di Giovanni Falcone e poi rimanere passivi”, ha detto ancora Scarpinato che presenterà i 5 ddl in Senato e poi verranno depositati alla Camera.
“Con questo provvedimenti ci sarà una copertura al deterioramento subito dall’antimafia”, ha aggiunto Nave. “Il senso- ha specificato infine Cafiero De Raho- è richiamare l’attenzione di tutti su aspetti fondamentali in relazione ai quali questo governo non ha assolutamente prestato attenzione. Non c’è nessuna legge contro le mafie. Quando si abolisce l’abuso d’ufficio si indebolisce il sistema di difesa del cittadino. Quello che non è stato fatto fino a oggi è qualcosa di molto grave“.
SCARPINATO (M5S): INTERVENIRE CON URGENZA PER ARGINARE EMERGENZA
“La situazione è fuori controllo, le mafie dei colletti bianchi e quelle militari stanno imperversando da nord a sud. Lo straordinario lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine non basta perché nel frattempo il governo sta spuntando loro le armi. Quello che sta succedendo quotidianamente a Palermo tra intimidazioni e violenze è impressionante. Sul fronte delle mafie dei colletti bianchi il governo Meloni ha enormi responsabilità, ha voluto una raffica di norme che hanno spalancato delle autentiche praterie per le collusioni tra politica, potentati economici e mafia. Si pensi all’abolizione del reato di abuso d’ufficio e alla demolizione della Corte dei conti: prima il sindaco in terra di mafia poteva dire no al criminale di turno che gli chiedeva di affidargli un lavoro pubblico, spiegando che sarebbe incappato in un procedimento per abuso d’ufficio o responsabilità erariale. Oggi no, il mafioso può dire al sindaco di fare quello che gli viene chiesto, tanto non rischia niente. Da qui la drammatica vulnerabilità degli amministratori locali di oggi e la crescita esponenziale degli appalti affidati senza gara“. Lo ha detto il senatore M5S Roberto Scarpinato nella conferenza stampa organizzata oggi dal M5S.
“Ancora: lo stesso governo Meloni ha privato la magistratura dello strumento fondamentale delle intercettazioni per procedimenti diversi da quelli per cui sono state autorizzate, salvo casi rari. Una follia che ha suscitato indignazione e disperazione in tutte le procure italiane. Il risultato di questi anni disastrosi- ha aggiunto- è una totale sfiducia dei cittadini davanti all’arretramento dello Stato. Oggi presentiamo cinque disegni di legge con i quali è possibile intervenire in modo urgente e preciso per arginare l’emergenza: bisogna cancellare la norma del governo che ha limitato l’uso delle intercettazioni; intervenire sui benefici penitenziari perché da qualche anno tanti boss irriducibili sono usciti dal carcere e sono tornati a presidiare i loro clan; ripristinare il controllo e la sicurezza nelle carceri dove spesso i boss continuano a comunicare con l’esterno e comandare; ridurre l’accesso dei grandi criminali al giudizio abbreviato e modificare la norma sul reato continuato; creare un’anagrafe nazionale dei detenuti più pericolosi che accedono ai benefici penitenziari. Non ci si può commuovere davanti alla macchina di Falcone e poi rimanere a guardare le mafie che spadroneggiano o addirittura favorire quelle dei colletti bianchi”, ha concluso.
DE RAHO (M5S): GOVERNO MELONI HA INDEBOLITO LA LOTTA
“Ditemi quali leggi hanno proposto il governo e la maggioranza per contrastare la mafia in quasi quattro anni di legislatura. Ve lo dico io: nessuna. L’unica di cui parlano la premier Meloni e altri esponenti del centrodestra è quella sull’ergastolo ostativo che hanno dovuto fare perché costretti dalla Corte Costituzionale, peccato che preveda un trattamento migliore per i mafiosi omertosi rispetto a quello riservato a chi collabora con la giustizia. Quella legge è una misura a vantaggio dei mafiosi. Per il resto, le leggi del governo Meloni hanno pesantemente indebolito la lotta a mafia e corruzione”. Lo ha detto il deputato M5S Federico Cafiero de Raho nella conferenza stampa organizzata oggi dal M5S.
“Ricordo che quando ero procuratore capo di Reggio Calabria un sindaco mi disse: ho potuto dire no a uno ndranghetista che mi chiedeva la concessione di un terreno e l’assunzione di una segretaria perché ho potuto obiettare che sarei stato processato per abuso d’ufficio. Il reato di abuso d’ufficio era una norma a favore dei sindaci, non contro di loro. Tutti i procuratori della Repubblica ascoltati in audizione in Parlamento ci hanno detto che l’abuso d’ufficio era lo strumento per arrivare alle mafie, partendo dalle indagini sugli abusi nella Pa. Ma il governo non li ha ascoltati. Oggi ascoltiamo la premier Meloni lanciare messaggi di propaganda sulle operazioni antimafia, ma quelle le portano a termine la magistratura e le forze dell’ordine, mica il suo governo che ha indebolito anche altri strumenti come le intercettazioni”.
Ecco perché, ha concluso, “presentiamo cinque proposte di legge per stringere le maglie sui benefici penitenziari e sull’accesso al giudizio abbreviato, per ridare agli inquirenti l’uso pieno delle intercettazioni, per ripristinare la sicurezza nelle carceri dove oggi droni, droga e telefonini entrano senza ostacoli, per avere un’anagrafe nazionale sui detenuti in alta sicurezza che escono grazie ai benefici penitenziari. Queste cinque proposte di legge per aggiornare e rafforzare la normativa contro le mafie che presentiamo oggi verranno depositate al Senato da Roberto Scarpinato e da me alla Camera”.




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