LEGGE ELETTORALE IN AULA, ACCORDO CENTRODESTRA SU PREFERENZE
La riforma delle legge elettorale debutta in aula alla Camera. Dopo giorni di incertezza sul tema delle preferenze, la maggioranza ha trovato l’accordo sull’emendamento di Fratelli d’Italia. Il testo, sottoscritto da Noi Moderati e Udc, ha avuto l’ok da Forza Italia e Lega, inizialmente contrarie. Si prevedono capolista bloccati e fino a tre preferenze, con una alternanza di genere. Secondo le opposizioni “è una presa in giro per gli elettori” che non garantirà una vera rappresentanza femminile. “Il problema c’è- ammette il vicepremier Antonio Tajani- Forza Italia si impegna a un’ampia presenza di donne in lista”.
MELONI CONTRO OPPOSIZIONI, SCONTRO SUL VOTO SEGRETO
Sì alle preferenze, no al voto segreto. Giorgia Meloni parla di “operazione verità” e sfida le opposizioni “ad assumersi la responsabilità” di un voto palese in Parlamento. “Per capire- dice- se quei partiti che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani”. Un appello che non fa breccia tra le opposizioni, ferme nel chiedere il voto segreto per gli emendamenti alla legge elettorale. “Un atteggiamento un po’ vigliacco”, rincara polemicamente il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
AGCOM: “CROLLO VENDITA QUOTIDIANI, IA MINACCCIA PLURALISMO”
Quotidiani sempre più in crisi. L’informazione stampata crolla del 9,3% nel 2025; si vendono quasi un decimo di copie rispetto a inizio secolo. E’ quanto emerge dalla relazione annuale dell’Agcom. Soffrono i ricavi, trainati al ribasso anche dalla raccolta pubblicitaria sui giornali, che perde il 5,7%. A spartirsi le risorse i colossi del web e dello streaming, che drenano oltre il 23% delle entrate. Il presidente dell’autorità garante nelle comunicazioni, Giacomo Lasorella, lancia un allarme sull’impatto dell’intelligenza artificiale. Se non ben governata, avverte, rappresenta una minaccia “al pluralismo dell’informazione e alla tenuta democratica”.
LE PROPOSTE DEL MOVIMENTO CINQUESTELLE CONTRO LE MAFIE
Un pacchetto di 5 proposte contro le mafie e per la legalità. Lo presenta il Movimento 5 stelle, che con il leader Giuseppe Conte promette: “Pianteremo di nuovo la speranza nel deserto che sta lasciando il governo Meloni, che ha contribuito al forte arretramento della lotta all’illegalità”. Tra le misure previste dai disegni di legge la rimozione della norma che ha limitato l’uso delle intercettazioni, la riduzione dell’accesso dei grandi criminali al giudizio abbreviato e la creazione di un’anagrafe nazionale dei detenuti più pericolosi che accedono ai benefici penitenziari. E sull’abuso d’ufficio, Conte chiarisce: “Va ripristinato, sarà nel nostro programma”.




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