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Governo, Draghi dà le dimissioni: “La maggioranza non c’è più”. Ma Mattarella le respinge

L'annuncio del premier in Consiglio dei ministri dopo il non voto del M5S alla fiducia al dl Aiuti in Senato. Poi la salita al Quirinale, con il capo dello Stato che lo ha invitato a tornare alle Camere

15-07-2022 12:42
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ROMA – “Voglio annunciarvi che questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica“. Lo ha detto il premier Mario Draghi in Consiglio dei ministri. “Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico. La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo Governo dalla sua creazione non c’è più. È venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo”, ha sottolineato. Il presidente del Consiglio si è poi recato al Quirinale per presentare le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma il capo dello Stato ha respinto le dimissioni di Draghi.

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MATTARELLA INVITA DRAGHI A TORNARE ALLE CAMERE

“Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa sera al Palazzo del Quirinale il presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Mario Draghi, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto. Il presidente della Repubblica non ha accolto le dimissioni e ha invitato il presidente del Consiglio a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata a seguito degli esiti della seduta svoltasi oggi presso il Senato della Repubblica”. Così una nota del Quirinale.

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DRAGHI-MATTARELLA A COLLOQUIO PER 40 MINUTI

È durato circa 40 minuti il colloquio tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Mario Draghi che è tornato al Quirinale nel pomeriggio dopo aver annunciato le dimissioni ai ministri a Palazzo Chigi. Al termine è stata diffusa la nota ufficiale del Colle in si spiega che Mattarella, dopo aver respinto le dimissioni, ha in pratica chiesto a Draghi di tornare alle Camere per verificare “nella sede propria” del Parlamento se il suo Governo può avere ancora la fiducia.

“HO MESSO IL MASSIMO IMPEGNO PER PROSEGUIRE, NON È BASTATO”

“In questi giorni da parte mia c’è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche”, ha continuato il premier Mario Draghi parlando ai ministri convocati a Palazzo Chigi. “Come è evidente dal dibattito e dal voto di oggi in Parlamento questo sforzo non è stato sufficiente“.

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IL RINGRAZIAMENTO AI MINISTRI: “TANTI RISULTATI CONSEGUITI”

“Dal mio discorso di insediamento in Parlamento – ha ricordato Draghi – ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia. Questa compattezza è stata fondamentale per affrontare le sfide di questi mesi. Queste condizioni oggi non ci sono più. Vi ringrazio per il vostro lavoro, i tanti risultati conseguiti. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, in un momento molto difficile, nell’interesse di tutti gli italiani”, ha concluso il premier.

CONFERENZA CAPIGRUPPO CAMERA LUNEDÌ ALLE 12

La Conferenza dei capigruppo della Camera è convocata lunedì 18 luglio, alle ore 12, presso la Sala della Regina. All’ordine del giorno: comunicazioni del presidente. Si dovrà calendarizzare la seduta di mercoledì con il premier Mario Draghi, alla luce del suo rinvio alle Camere da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo le dimissioni del premier.

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