Pena di morte in Iran, hashtag ‘non eseguite la condanna’ per 3 ventenni

Secondo quanto riportato da diversi attivisti sui sociali, i giovani dovrebbero essere giustiziati domani.
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ROMA – “Non eseguite la condanna”: questo l’hashtag che da giorni scandisce una campagna social contro l’esecuzione di tre giovani attivisti iraniani, accusati di atti di vandalismo e di “guerra contro la Repubblica islamica” in occasione delle proteste che attraversarono il Paese a novembre.

I tre, Amirhossein Moradi e Mohammad Rajabi di 25 anni e Saeed Tamjidi di 27, sono stati condannati venerdì dalla Corte suprema di Teheran, che ha confermato un precedente verdetto del Tribunale della rivoluzione. Incerta la data dell’esecuzione. Secondo quanto riportato da diversi attivisti sui sociali, i giovani dovrebbero essere giustiziati domani.

I legali dei ragazzi, si legge sul sito del Center for Human Rights in Iran (Chri), tenteranno un ultimo ricorso contro la decisione. Secondo gli avvocati, infatti, le confessioni dei manifestanti sono state “estorte” grazie all’uso di tortura e il processo è viziato da irregolarità.

Non ci è stato permesso di difendere i nostri clienti – hanno denunciato i legali in una lettera aperta – e loro non hanno avuto nessuna informazione rispetto agli sviluppi del processo”.

Secondo il direttore del Chri, Hadi Ghaemi, il verdetto è “ingiusto”, volto a “intimidire la popolazione” e a “ridurre al silenzio le proteste”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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