Regionali Puglia, Lopalco: “Mi metto in gioco e se perdo nessun dramma”

L'epidemiologo Pier Luigi Lopalco parla alla Dire a poche ore dalla ufficializzazione della sua candidatura in vista delle Regionali di settembre
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BARI – “Vorrei cercare di rompere lo psicodramma dietro la mia candidatura: è un gioco. Mi metto in gioco. Il dramma è per chi si gioca lo stipendio. A me se va male, non succede qualcosa di grave. Tornerò a fare ciò che ho sempre fatto: l’epidemiologo”. Così alla Dire Pier Luigi Lopalco a poche ore dalla ufficializzazione della candidatura in vista delle Regionali di settembre.

Il professore di Igiene dell’università di Pisa correrà sotto le insegne della lista civica “Con” nella coalizione del candidato del centrosinistra, Michele Emiliano e “molto probabilmente mi candiderò a Bari, dove sto lavorando”, dice.

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Nativo di Mesagne, nel Brindisino, Lopalco è cresciuto a Lecce mentre a Foggia ha iniziato la sua carriera accademica. “Come vede sono pugliese a tutto tondo”, aggiunge e poi chiarisce: “Sento tante sciocchezze sul mio compenso. C’è chi dice che devo dimettermi dal ruolo di coordinatore della task force regionale che si sta occupando della epidemia. Ma ho un contratto che va onorato e tanto lavoro da fare ancora”.

E a chi lo accusa di avere una super consulenza risponde: “Ancora? Non ho consulenze ma uno stipendio annuo lordo da 120mila euro, inferiore alla retribuzione che mi veniva corrisposta da professore“, puntualizza.

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Chi le ha chiesto di candidarsi? “La proposta è venuta fuori da tanti qui in Regione, anche dall’entourage del presidente. In molti mi chiedevano: perché non ti candidi? Poi il presidente (Emiliano, ndr) mi ha detto che sarei un ottimo assessore e che avrei dovuto mettermi in gioco e allora ho accettato”.

Se vincesse le elezioni e diventasse assessore alla Sanità quale sarebbe il primo provvedimento che porterebbe in giunta? “Ad ora sto scrivendo un programma che devo condividere con il presidente e con gli altri della coalizione ma posso dire che in questo momento ci troviamo in Puglia, in una condizione unica, perché la crisi, intesa come rottura legata alla pandemia, ha mostrato pregi e difetti del sistema sanitario e coincide con la possibilità di ricominciare a investire, riaccade dopo anni. Entro fine anno sarà ufficializzato che abbiamo i conti a posto, grazie al lavoro della Regione”.

C’è qualcosa che le fa paura di questa nuova avventura? “No. Peggio del timore provato quando sono arrivato qui e dovuto alla incertezza relativa alla evoluzione dell’epidemia non c’è altro“.

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14 Luglio 2020
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