Alla ‘Ndrangheta 45 mila euro di fondi anti-Covid: 8 arresti

Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale aggravata dal metodo mafioso
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ROMA – Maxi frode fiscale della ‘Ndrangheta sui fondi per la pandemia. E’ quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza e della Direzione distrettuale Antimafia di Milano che, questa mattina, hanno portato all’arresto di 8 persone.

Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, infatti, una società intestata a prestanome e gestita da Francesco Maida, collegato al clan di San Mauro Marchesato, nel crotonese, di Lino Greco, ha ottenuto 45mila euro di contributi a fondo perduto per l’emergenza Covid previsti dal decreto Rilancio e le misure di sostegno al lavoro e all’economia in esso contenute.

Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale aggravata dal metodo mafioso e dalla disponibilità di armi, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni e bancarotta.

“I contributi a fondo perduto- commenta in una nota il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri- servono per garantire chi nell’emergenza ha avuto difficoltà, non certo le persone indagate peraltro connesse, secondo i magistrati, alla ‘ndrangheta”.

“Voglio fare un ringraziamento alla DDA di Milano e alla Gdf- prosegue la nota- che stanno facendo un lavoro straordinario e che hanno fatto emergere ancora una volta come il malaffare si nutra dello Stato, tenta di prosciugarlo, sottraendo ai cittadini possibilità e diritti. In un momento di difficoltà economica come quello che stiamo vivendo, è fondamentale riuscire ad assicurare alla giustizia chi commette un reato a danno della collettività e soprattutto- conclude Sileri- non far venir meno le opportunità di ripartenza costruite per i cittadini”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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