Letta, Prodi, Moscovici: “Errore escludere i Verdi dalla coalizione del Parlamento europeo”

Si conclude oggi la 'Budapest European Agora', l’iniziativa paneuropea promossa dall’ex premier Enrico Letta che ha accolto nella capitale ungherese 130 giovani di 25 nazionalità per discutere le priorità della nuova Commissione europea
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ROMA – Si conclude oggi la ‘Budapest European Agora‘, l’iniziativa paneuropea promossa dall’ex premier Enrico Letta che ha accolto nella capitale ungherese 130 giovani di 25 nazionalità per discutere le priorità della nuova Commissione europea. Tra le personalità presenti all’iniziativa anche l’ex presidente della commissione Romano Prodi e i commissari uscenti Pierre Moscovici, Carlos Moedas, Tibor Navracsics.

Numerosi i messaggi lanciati da Budapest, primo fra tutti quello della necessità di una svolta del progetto europeo verso una maggiore solidarietà tra stati membri su temi come le migrazioni e la giustizia sociale, e la condanna unanime dello stop ai negoziati con i Verdi da parte della candidata del Consiglio europeo per la presidenza della Commissione, Ursula Von der Leyen.

“E’ partita col piede sbagliato. Rompere coi Verdi è un errore, i cittadini europei con il voto di maggio hanno dimostrato di pretendere un’Europa più sostenibile e attenta ai temi ambientalisti”, ha dichiarato l’ex premier Letta a margine della prima giornata di incontri.

Sulla stessa linea il commissario uscente agli affari economici e monetari, che usa toni più pacati “Se volete delle istituzioni che funzionino per i prossimi quattro anni, non dimenticate i Verdi, non marginalizzate i socio democratici”.

Al coro di critiche sul mancato accordo si è aggiunto anche l’ex Presidente della Commissione europea Romano Prodi che giudica positivo includere i Verdi nella maggioranza al PE e che proprio in casa di Orban si scaglia contro i populisti del vecchio continente: “Dicono di non voler essere schiavi di Bruxelles ma sono disposti ad essere schiavi di qualcun’altro. E non avranno alcuna voce in capitolo a Mosca, Pechino o Washington”.

L’ex premier Letta, che ha concluso le quattro giornate di incontri, ha esortato i giovani partecipanti ad affrontare le sfide dell’integrazione europea senza negare i numerosi disaccordi che contrappongono i paesi di Visegrad all’Europa dell’ovest: “Mettere la testa sotto la sabbia, pretendere che i problemi non esistano, è il miglior modo per danneggiare la costruzione europea e lasciare il campo ai populisti”.

L’iniziativa, arrivata al suo quarto ed ultimo giorno, ha visto il sostegno di alcuni tra i più prestigiosi istituti di formazione e think tank europei come la Bertesmann Stiftung, il Delors Institute di Parigi e Berlino, la Fondazione della Hertie School e la Scuola di Politiche.

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