“Il cliente disdegna il prodotto? L’acquisti il dipendente allo sportello”. Succede alle Poste

Ennesimo 'caso' di 'atteggiamenti vessatori' e 'irriguardosi' alle Poste, denunciano i sindacati
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BOLOGNA – Se il cliente non compra, allora rimedi -di tasca sua- lo sportellista. E cioè: se i prodotti commercializzati da Poste a chi si presenta nei suoi uffici non vengono acquistati, “spesso si chiede agli stessi sportellisti di acquistarli”. Specie se si tratta di prodotti “di difficile collocazione”. Succede a Bologna dove, Slp-Cisl ed Slc-Cgil denunciano, “ancora una volta”, il ripetersi di “atteggiamenti vessatori” e “irriguardosi“, in barba a “regole, codice etico e accordi”. Nelle filiali di Poste a Bologna e provincia, infatti, segnalano i due sindacati, si mettono in atto “pressioni per raggiungere il budget ad ogni costo“: appunto chiedendo agli sportellisti di comprare i prodotti che non riescono a piazzare. Ma anche ai direttori e agli specialisti delle sale consulenza vengono fatte “continue pressioni con minacce velate di job rotation in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi o di non presenza alle riunioni pomeridiane organizzate fuori dall’orario di lavoro“. Insomma, una situazione piuttosto tesa.

Da sabato scorso, in tutta l’Emilia-Romagna è in atto un altro mese di sciopero degli straordinari sia negli uffici che nelle consegne per protestare contro le carenze di personale che, specie d’estate, rischiano di intasare le code agli sportelli e ritardare l’arrivo della corrispondenza. E sotto le Due torri, Cgil e Cisl di categoria rincarano in una lettera ai vertici locali di Poste: “La carenza di personale evidenziata dal continuo utilizzo dei distacchi senza regole e criteri e dalla mancata fruizione delle ferie, soprattutto alcuni giorni del mese, coniugata con le forti pressioni commerciali, aumentano il livello dello stress da lavoro correlato creando tensioni e ansie”.

Fatto sta che, negli uffici postali ansie e tensioni “si ripercuotono giornalmente sulla salute dei lavoratori”, segnalano i rappresentanti dei lavoratori (la loro lettera è spedita anche ai responsabili commerciali oltre che ai direttori di filiale). E questo i sindacati andranno a ribadirlo nei prossimi incontri con l’azienda dedicati alla salute dei lavoratori. In ogni caso, avvertono Slc ed Slp, “se non verranno ripristinate corrette condizioni lavorative e commerciali, condivise con le organizzazioni sindacali, a livello nazionale, continueremo ad attivare tutti gli strumenti necessari per la tutela dei lavoratori”.

di Mattia Cecchini, giornalista professionista

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