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A Napoli sequestrata la nota pizzeria Dal Presidente. “Gestita dal clan Contini”

Cinque arresti per reati aggravati da metodo mafioso. Borrelli (Avs): "È solo la punta dell'Iceberg"

Pubblicato:14-05-2024 12:08
Ultimo aggiornamento:14-05-2024 12:08
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NAPOLI – Sequestrata la nota pizzeria napoletana “Dal Presidente”, in via dei Tribunali. Secondo le indagini del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Napoli la gestione dell’esercizio sarebbe riconducibile al clan camorristico dei Contini che, attraverso prestanomi, gestirebbe attività di ristorazione, panifici e servizi turistici nel centro storico del capoluogo campano. Il ricavato di questi business sarebbe stato destinato al mantenimento delle famiglie dei detenuti.

CINQUE ARRESTI PER REATI AGGRAVATI DA METODO MAFIOSO
Su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea è stata eseguita un’ordinanza di misure cautelari personali emessa dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti di cinque persone, tre sottoposte alla custodia cautelare in carcere e due agli arresti domiciliari. Tra loro anche Massimiliano Di Caprio, direttore della pizzeria. I cinque sono gravemente indiziati dei reati di trasferimento fraudolento di valori e autoriciclaggio, aggravati dal metodo mafioso con la finalità di agevolare lo storico clan fondato da Edoardo Contini – detto Eduardo ‘o Romano – che insieme ai clan Licciardi e Mallardo costituisce l’Alleanza di Secondigliano.


LA PIZZERIA- CHE DEVE IL NOME A CLINTON- RILEVATA CON I SOLDI DEL CLAN
La pizzeria sequestrata, così appellata perché aperta dal pizzaiolo che preparò la pizza al presidente degli Stati Uniti Bill Clinton durante il G7 del 1994 a Napoli, sarebbe stata acquistata grazie al supporto economico fornito da un esponente di spicco del clan, alla cui famiglia sarebbe stata destinata una parte dei guadagni anche dopo la sua detenzione per traffico di sostanze stupefacenti. La società sequestrata sarebbe stata di fatto gestita dal cognato del detenuto, anch’egli gravato da numerosi precedenti penali.


BORRELLI (AVS): È SOLO PUNTA DELL’ICEBERG, AVANTI CON LE INDAGINI
“Oggi le attività legate al turismo sono quelle più redditizie e presenti sul territorio. Era da ingenui pensare che i clan non si sarebbero infilati in questi affari”. Questo il commento del deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli che aggiunge: “Avevamo lanciato l’allarme tempo fa. Con i soldi provenienti dal traffico di droga e dal racket, inquinano l’economia, fanno concorrenza sleale e mettono a rischio la crescita turistica. Le indagini devono proseguire, perché questa è soltanto la punta dell’iceberg”.

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