In Sardegna preoccupano gli effetti psicologici della pandemia: Orrù deposita una mozione in Consiglio regionale

Maria Laura Orrù
La consigliera chiede all'esecutivo risorse da destinare ai Comuni per attivare programmi di supporto
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CAGLIARI – “Anche in Sardegna i dati sulle complicanze psico-sociali dovute alla pandemia sono davvero preoccupanti, come ci segnalano gli ordini professionali e i diversi professionisti del settore. È fondamentale stanziare risorse ai Comuni di tutto il territorio regionale, anche utilizzando risorse del Pnrr, per attivare programmi specifici o aprire uffici specializzati che offrano un supporto, in particolare per le categorie più fragili, come gli anziani, le donne e i più giovani”. Così Maria Laura Orrù, consigliera regionale dei Progressisti, che oggi ha depositato una mozione per sollevare il problema al presidente della giunta regionale, Christian Solinas, e all’assessore alla Sanità, Mario Nieddu. Nel documento, sottoscritto da tutto il gruppo consiliare, Orrù chiede all’esecutivo di attivare anche un sistema di controllo e analisi dei dati regionali relativi ai danni che le misure restrittive e di isolamento stanno causando e causeranno, nel breve e nel lungo periodo, alla salute mentale della popolazione sarda. “Gli studi condotti per valutare l’impatto delle misure restrittive e di isolamento, hanno dimostrato l’aumento di diverse complicanze psicopatologiche– spiega Orrù- tra le quali stress, depressione, ansia, panico, rabbia, insonnia, frustrazione, apatia e disturbi dell’alimentazione“.

Le categorie maggiormente a rischio sono gli anziani, le donne e i giovani: “I primi perché più fragili davanti al virus, alla depressione e alla solitudine- sottolinea l’esponente dei Progressisti- le seconde perché più predisposte alla depressione e più toccate dalle ripercussioni psico-sociali e lavorative. I più giovani in quanto vittime dello sconvolgimento relazionale e dell’isolamento, che nei casi più gravi porta ad un aumento dei comportamenti suicidari, dell’autolesionismo e della violenza verso gli altri”. Conclude la consigliera di opposizione: “Piuttosto che impegnare il nostro tempo in Consiglio regionale a discutere leggi che non servono alla popolazione, si vada urgentemente in aula per affrontare questo grave problema. Non si può più aspettare”.

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