Vaccino Lombardia, Bertolaso disobbedisce a Figliuolo: prenota i giovani, ma prima finisce over 50

Le prenotazioni per gli over 40 apriranno dal 20 maggio e non da lunedì prossimo come chiesto dal commissario Figliuolo: "Abbiamo tutte le agende del mese di maggio e della prima settimana di giugno piene"
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Di Maria Laura Iazzetti e Giovanni Domaschio

MILANO – In Lombardia agli over 40 le prenotazioni saranno aperte il 20 maggio. Poi il 27 sarà il turno degli over 30 e il 2 giugno inizieranno le prenotazioni dei più giovani (dai 29 anni in giù). A spiegarlo in conferenza stampa al Pirellone è stato Guido Bertolaso, consulente per la campagna vaccinale anti-covid della Lombardia. Bisognerà aspettare ancora, quindi, per le inoculazioni agli over 40, nonostante il generale Francesco Figliuolo abbia dato il via libera già da lunedì prossimo. La Regione intende prima proseguire con le somministrazioni agli over 50 e over 60.

“Noi abbiamo tutte le agende del mese di maggio e della prima settimana di giugno piene, prenotate, non c’è più posto e quindi prima di aprire ai 40-49 intendiamo aspettare perché prima vogliamo vaccinare le categorie che ne hanno più diritto”, sottolinea Bertolaso che dice di non considerare “positiva” l’indicazione data dal commissario Figliuolo.

Se le forniture fossero maggiori, la Lombardia potrebbe correre di più, ma per adesso deve attenersi alle 85.000 inoculazioni giornaliere. Proprio dalle forniture dipende, infatti, la chiusura della campagna vaccinale o quanto meno la conclusione della prima fase che prevede l’inoculazione della prima dose a tutti i lombardi.

Le somministrazioni agli over 50 si concluderanno l’8 giugno nel caso in cui si mantenga il ritmo di questi giorni o il 3 giugno, se si arriva a 120.000 inoculazioni al giorno. Stesso discorso per gli under 49: 30 agosto o 10 luglio.

“Non abbiamo intenzione di lasciare un solo lombardo privo della vaccinazione”, promette Bertolaso.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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