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Alessandro, argento alle Olimpiadi di Lingue e civiltà classiche: “Innamorato del greco e latino”

alessandro Olimpiadi nazionali di Lingue e civiltà classiche
"Studierò lingue antiche, nella vita bisogna fare quello che ci appassiona"
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ROMA – Chi l’ha detto che le lingue classiche sono noiose? Alessandro ha 19 anni, si è appena classificato secondo alle Olimpiadi nazionali di Lingue e civiltà classiche e si dice “innamorato del greco e del latino”. Ha superato una selezione di mille giovani sviluppando una traccia sull’amore, parlando di Bauman, Catullo, Dante e Seneca. Ma non si riconosce nell’immagine dello studente-modello: racconta di non avere tempo per leggere libri che non riguardano la scuola, e dopo aver studiato preferisce dedicarsi ad altre passioni, come la musica. Di una cosa però è certo: le lingue antiche sono la sua strada, e dopo la maturità si iscriverà alla facoltà di lettere classiche.

“Ho avuto sempre l’impressione di essere portato, ma ho deciso solo qualche mese fa- racconta all’agenzia di stampa Dire- mi piacciono anche le materie scientifiche, ma il greco e latino sono la mia passione. E credo che questo sia l’elemento determinante nella vita: capire cosa ci piace fare, e dedicarsi a quello”. Nato nel 2002, iscritto al liceo classico ‘Levi’ di Montebelluna, Alessandro Cendron coltiva la passione per le lettere classiche da quando un docente delle scuole medie invitò i suoi alunni a “coltivare l’amore per la bellezza, perché rende liberi”. “Ho pensato a lungo a questa frase– commenta oggi Alessandro- e ora so che aveva ragione, perché anche se apparentemente inutile, studiare latino e greco rende liberi”.

Poco importa, quindi, se una carriera tra i libri e le lingue antiche non gli garantirà guadagni stellari. “Nella vita bisogna fare quello che ci appassiona. Sono consapevole che non sarà un percorso facile– dice Alessandro- ma mi piace mettermi alla prova. E dal punto di vista retributivo non mi pongo il problema. Guadagnare tanto non è la mia aspirazione. Metto davanti il fatto di fare un lavoro che mi piace. Già quella sarebbe la retribuzione valida”. D’altronde per essere felici basta seguire l’insegnamento del suo autore preferito, Orazio, che “invita ad accontentarsi del poco, a non desiderare continuamente qualcosa. I suoi scritti- aggiunge lo studente- mi hanno cambiato la vita”.

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