Scozia, la deputata giura in Parlamento nella lingua shona

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Maggie Chapman dei Verdi ha prestato fedeltà alla regina Elisabetta rendendo onore alle proprie origini: è nata ad Harare, la capitale dello Zimbabwe
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ROMA – La lingua shona, idioma della famiglia bantu parlato da circa tre quarti dei cittadini dello Zimbabwe, è riecheggiata a sorpresa nel Parlamento scozzese nel giorno in cui i nuovi deputati eletti la scorsa settimana prestavano giuramento. Il “merito”, salutato dai giornali di Harare, è della parlamentare dei Verdi Maggie Chapman. La deputata ha recitato la formula che sancisce “fedeltà alla regina Elisabetta e alla famiglia reale” nella lingua africana, diffusa in almeno cinque Paesi della regione meridionale del continente. Chapman, già rettore dell’Università di Aberdeen, poi eletta per la regione nord-orientale, ha deciso così di onorare la sua storia familiare. La deputata è infatti nata nel 1979 ad Harare, capitale dell’allora Rhodesia, da un padre direttore d’orchestra e da una mamma infermiera. Solo un anno dopo il Paese africano ha ottenuto il formale riconoscimento dell’indipendenza dalla Gran Bretagna, l’ex potenza coloniale.

A FAVORE DEL REFERENDUM PER L’INDIPENDENZA

Il compito che aspetta Chapman in parlamento non sembra facile. Sarà infatti la prima rappresentante verde dal 2003 della regione scozzese più ricca di giacimenti di gas naturale e petrolio, oltre a far parte di una delle due formazioni di governo più inclini a organizzare un nuovo referendum per l’indipendenza dal Regno Unito di cui già si fa un gran parlare sui media britannici. L’altra è lo Scottish National Party (Snp) della prima ministra, Nicola Sturgeon. Una traccia nella storia del ramo legislativo del governo scozzese sembra averla già lasciata intanto. Insieme con lei diversi deputati hanno deciso di recitare il giuramento nella loro lingua natale o in quella che utilizzano per comunicare, dall’urdu alpunjabi alla lingua dei segni.

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