Fialdini racconta il suo ‘Fame d’amore’: storie di cibo e di disagio

Una docuserie in quattro puntate trasmessa da Rai 3 e condotta da Francesca Fialdini
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di Valeria Barbarossa

ROMA – ‘Fame d’amore‘. È una docuserie in quattro puntate trasmessa da Rai 3. Condotta da Francesca Fialdini, che racconta con delicatezza e capacita’ empatica le storie di queste vite, e’ ambientata dentro due comunita’ italiane d’eccellenza che si occupano di disturbi del comportamento alimentare, uno dei disagi giovanili piu’ diffusi e meno raccontati. 

In una intervista alla Dire, Francesca Fialdini spiega: “Da questa esperienza ho imparato che le ferite che portano a disturbi dell’alimentazione hanno tutte radici nella mancanza d’amore. I ragazzi che soffrono di disturbi alimentari non hanno fame di cibo, ma d’amore. Da qui il titolo del programma. Un aspetto poco conosciuto e’ quello del disturbo di abbuffata. Interessa anche molti ragazzi, non solo le ragazze, ed e’ piu’ complicato da scoprire”.

Fame d’amore e’ un racconto delle difficili fasi che attraversano i ragazzi e le loro famiglie, della lotta per uscire dalla malattia dall’arrivo in comunita’ fino al ritorno alla vita di tutti i giorni. “Tutte le storie mi hanno colpito profondamente, mi ha sorpreso molto il fatto che la malattia cambi con la societa’. C’e’ la storia di Alberto: guardandolo non immagineremmo mai che soffra di disturbi alimentari, invece e’ gravemente malato, solo che si nasconde dietro alla sua perfezione. Lui e’ uno di quei ragazzi che si abbuffano ogni giorno, ma poi fanno palestra, piscina, qualsiasi esercizio fisico tanto da consumare tutto. E cosi’, alla fine, e’ come se non mangiasse nulla”.

Grazie al supporto del team di esperti delle due comunita’ all’avanguardia nella cura dei disturbi alimentari, verranno documentate tutte le fasi di un lungo percorso a ostacoli in cui il cibo, il corpo e l’amore sono gli strumenti fondamentali per la rinascita

Il dottor Leonardo Mendolicchio, psichiatra e psicanalista, direttore scientifico di Fame d’amore spiega a che eta’ possono manifestarsi i disturbi alimentari: “I disturbi alimentari sono ormai diventati disturbi trasversali, nel senso che colpiscono tutti i generi, tutte le classi sociali e tutte le fasce di eta’. Non solo ragazzi in eta’ prepuberale ma anche persone dopo i 45 anni, soprattutto donne in eta’ premenopausale. È un problema che il piu’ delle volte riguarda le donne per motivi che hanno a che fare con questioni sociali e culturali, ma negli ultimi dieci anni abbiamo visto un aumento dei disturbi alimentari anche negli uomini”.

Un ruolo fondamentale, poi, lo ricopre la famiglia che purtroppo qualche volta fa finta di non vedere: “Questi sono disturbi che richiamano attenzione e un riconoscimento speciale, per questo la famiglia deve vedere, deve essere presente, deve attivarsi e mettersi nella condizione di supportare i processi evolutivi e curativi dei propri figli. È importante parlarne, fare in modo che i giovani abbiano consapevolezza dei rischi che riguardano i disturbi alimentari, riconoscerli e capire che rivolgendosi alle strutture appropriate, agli specialisti che sono esperti in questo settore, ci si puo’ curare. Ai giovani bisogna assolutamente dare questo messaggio, non abbiate timore di cogliere degli aspetti di disagio e di malessere che si centrano sul cibo e sul corpo e di porre le giuste domande alle giuste equipe, ai giusti centri, ai giusti terapeuti”.

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14 Maggio 2020
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