Tg Politico Parlamentare, edizione del 14 maggio 2020

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LA CAMERA APPROVA IL DECRETO COVID, RENZI RIAPRE LO SCONTRO

La Camera ha approvato la conversione in legge del decreto Covid che definisce la durata dell’emergenza Coronavirus al 31 luglio. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. Il via libera arriva il giorno dopo l’approvazione del decreto rilancio da parte del Consiglio dei ministri. Previsti aiuti da 55 miliardi complessivi a famiglie e imprese: oltre 25 miliardi andranno ai lavoratori per gli ammortizzatori sociali, 16 alle aziende, 2 al turismo. Tagliati 4 miliardi di tasse. La tregua in maggioranza dura poco. Matteo Renzi chiede la realizzazione di un piano shock per i cantieri, e avverte: vedremo se continuare il cammino insieme a Conte.

I COMUNI ALZANO LA VOCE: SENZA TASSE SERVIZI A RISCHIO

Senza le entrate delle tasse e senza turismo i comuni rischiano di non riuscire più a erogare i servizi. Il decreto rilancio non piace ai sindaci, che alzano la voce: “Senza tasse, imposte e multe non saremo in grado di assicurare trasporto pubblico, illuminazione, raccolta dei rifiuti”, dice il presidente dell’Anci Antonio Decaro. Cosa chiedono quindi i primi cittadini di tutta Italia? Meno burocrazia per la gestione di appalti e l’avvio della stagione turistica, che permetterebbe di recuperare un po’ delle tasse di soggiorno.

I SINDACI IN PARLAMENTO: ORA FRONTE COMUNE

I comuni rischiano il default perché i 3 miliardi stanziati nel decreto rilancio non bastano per chiudere i bilanci. Roberto Pella, deputato di Forza Italia e vicepresidente Anci, si unisce al grido di dolore di Antonio Decaro e invita il governo ad avere “una maggiore attenzione ai sindaci”. “Stiamo chiedendo il minimo per assicurare i servizi ai cittadini”, spiega Pella, che si dice sicuro che tutti i gruppi parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione, interverranno in sostegno dei comuni. I primi cittadini chiedono rispetto al di là dell’appartenenza politica, dice il parlamentare azzurro. E Luca Pastorino, deputato di Leu e presidente del consiglio comunale di Bogliasco, osserva come non si possano far pagare le tasse a chi e’ stato chiuso per tre mesi. “Servono piu’ risorse, il governo deve capire”, spiega.

SCONTRO SUI MIGRANTI, BELLANOVA PIANGE E SALVINI ATTACCA

Lacrime e polemiche, in politica vanno di pari passo. Ne sa qualcosa la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova, che ieri si e’ commossa ricordando che la regolarizzazione dei migranti, contenuta nel decreto rilancio e dai lei fortemente voluta, in qualche modo chiude un cerchio anche nella sua vita. Bellanova, infatti, in gioventu’ e’ stata bracciante agricola. Ma i suoi argomenti non convincono Matteo Salvini, per il quale le sue lacrime “ricordano il precedente pianto della Fornero”. Per il leghista, come la ministra del governo Monti, anche Bellanova vuol fregare gli italiani.

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