Cellulari e droga nel carcere di Siracusa, arrestato un avvocato

Il legale 67enne di Avola è accusato di avere rifornito di hashish un detenuto ristretto al reparto 'Alta sicurezza' del carcere Cavadonna
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PALERMO – Arresti domiciliari per un avvocato 67enne di Avola, accusato di avere rifornito di hashish un detenuto ristretto al reparto ‘Alta sicurezza’ del carcere Cavadonna di Siracusa. L’indagine e’ stata portata avanti dai finanzieri del Comando provinciale e dal Nucleo investigativo regionale della polizia penitenziaria, con il coordinamento della Procura aretusea. Il gip ha disposto anche l’obbligo di soggiorno per la compagna 30enne del detenuto. Sotto inchiesta altre sei persone. Le indagini hanno portato alla luce “un generale contesto illecito – dicono gli inquirenti – nell’ambito del quale sono state accertate reiterate consegne di sostanze stupefacenti al detenuto” approfittando dei colloqui in carcere con il legale, che consegnava “per sua mano” diversi quantitativi di droga.
L’hashish, che veniva distribuita anche ad altri detenuti del reparto ‘Alta sicurezza’ del carcere, veniva procurata dai familiari del detenuto, finiti sotto indagine. La droga veniva nascosta in vasetti di crema cosmetica affidati poi al legale.

L’inchiesta ha poi scoperto che il detenuto, nonostante fosse ristretto a un regime di alta sicurezza, ha avuto la possibilita’ di utilizzare dei cellulari attraverso i quali periodicamente ordinava la droga ai propri familiari. Sei le consegne ricostruite dagli investigatori tra novembre 2019 e febbraio di quest’anno eseguite dall’avvocato in barba ai controlli. Nei mesi scorsi sono stati eseguiti due sequestri di droga a carico del detenuto. In queste ore, inoltre, sono in corso perquisizioni in tutte le celle del reparto ‘Alta sicurezza’ del carcere e in alcune abitazioni di Siracusa con l’ausilio di unita’ cinofile. Deciso anche il trasferimento di cinque detenuti del reparto in altri istituti di pena.

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