VIDEO | Violenza donne, Chayn Italia lancia la ‘Guida alla solidarietà di vicinato’

Con consigli e suggerimenti su come aiutarle e creare comunità solidali
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ROMA –  I comportamenti solidali in tempi di Covid-19 possono essere determinanti per sostenere le donne che vivono relazioni violente e abitano a due passi da noi. Per non farle sentire sole, pero’, non basta la buona volonta’, bisogna sapere riconoscere la violenza domestica e capire come poter essere realmente d’aiuto. Per questo Chayn Italia, piattaforma open source che fornisce strumenti contro la violenza sulle donne, lancia oggi la ‘Guida alla solidarieta‘ di vicinato. Consigli pratici per essere di supporto alle donne che vivono relazioni violente e creare comunita’ solidali nei nostri contesti abitativi’.

IL PROGETTO DI CHAYN ITALIA

Isotta Ianniello, volontaria di Chayn Italia, alla Dire ha spiegato come e’ nato questo progetto e come si articola il ‘vademecum’. Frutto della collaborazione di 15 donne tra operatrici di centri antiviolenza, insegnanti, psicologhe, animatrici di comunita’, progettiste, grafiche e illustratrici, il piccolo manuale (scaricabile al link https://chaynitalia.org/guida-alla-solidarieta-di-vicinato/) e’ stato elaborato tenendo in considerazione le regole di comportamento imposte dall’emergenza Covid-19. Diviso in due parti, nella prima, ‘Supportare le donne che vivono una relazione violenta e vivono a due passi da noi’, oltre alla definizione di violenza domestica spiega come riconoscere i campanelli d’allarme, come impostare un primo approccio, ascoltare, dialogare e indirizzare ai centri antiviolenza la donna, ma anche cosa non dire ed evitare di colpevolizzarla. Nella seconda parte, ‘Costruire reti di solidarieta’ all’interno dei propri condomini o quartieri’, e’ possibile trovare suggerimenti e buona pratiche su come creare relazioni di prossimita’ all’interno del proprio quartiere o comunita’ e prendersi cura dei propri contesti abitativi.

COME NASCE L’IDEA DI ‘GUIDA ALLA SOLIDARIETA”

“L’idea della guida alla solidarieta’ e’ nata dopo le prime settimane di distanziamento sociale- spiega all’agenzia di stampa Dire Isotta Ianniello, volontaria di Chayn Italia- Fin dall’inizio ci siamo chieste come supportare le donne, ma anche le persone in generale, che stavano vivendo questa situazione totalmente inaspettata. Quindi abbiamo lanciato la campagna #inretenonseisola, e abbiamo raccolto in un unico documento le varie risorse online, da film, a fumetti, a podcast, a dirette streaming dei vari festival di letteratura. Poi siamo state contattate da un centro antiviolenza in Sicilia che si era trovato ad avere dei problemi nella comunicazione con le donne che andavano a fare il triage in ospedale- racconta- Una volta che entravano in ospedale dovevano essere prive di tutti i loro oggetti, compreso il cellulare, e, per motivi di privacy, non potevano usare i dispositivi degli infermieri. Quindi, come avere contatti virtuali con le donne in maniera sicura, anonima e rapida?”. Nasce cosi’ in pochi giorni “un’altra risorsa online indirizzata ai centri antiviolenza per indicare tutte le tipologie di videochiamate che si potevano fare sia registrandosi che in maniera anonima”.

E parte una sorta di “user research“, con interviste realizzate dalle volontarie Chayn ai cav di tutta la penisola. “Il primo punto uscito fuori e’ stata un grande digital divide (divario digitale, ndr), sia da parte delle donne utenti che da parte delle operatrici antiviolenza, molte delle quali hanno oltre 50 anni e non si trovano a loro agio con gli strumenti digitali- spiega Ianniello- nelle prime settimane le telefonate ai cav erano calate e sono riprese dopo i primi dieci giorni”.

LE DONNE CHE HANNO CONTATTATO I CAV

A contattare i cav “erano comunque le donne che avevano gia’ intrapreso un percorso con il centro o donne di massimo 45 anni, in grado di utilizzare chat e videochat, WhatsApp, Telegram, Messenger o Skype. Tutta la fetta over 50 e’ stata persa– osserva Ianniello- I telefoni sono stati utilizzati, ma non sempre i recapiti dei cav sono facilmente reperibili”. Il secondo punto emerso riguardava, invece, la “sicurezza online“, affrontato in un’altra guida Chayn. “Nel frattempo in un’intervista a una psicologa di un centro antiviolenza di Venezia abbiamo parlato di solidarieta’- racconta la volontaria- ‘Credo che per le donne che stanno dentro a una relazione violenta’, ci aveva detto, bisognerebbe capire quanto e’ vera questa storia della solidarieta’ del vicinato, che invece di fare canzoni alle finestre dovrebbe realizzare una vera rete di solidarieta’ e complicita’. Questo serve. Se i vicini sentissero cosa sta accadendo e agissero per tirare fuori quelle che sono dentro, questa sarebbe la cosa piu’ forte”. Una frase che e’ stata il la’ per la creazione della Guida. “È scaricabile, open source e creative commons, come tutte le guide Chayn- conclude Ianniello- Una delle nostre illustratrici, Elena Manfredi, ha realizzato una bellissima immagine e, anche a livello grafico, e’ accogliente, perche’ noi ci teniamo molto che i nostri materiali lo siano. La diffonderemo principalmente via web e la lanceremo anche su Twitter, Instagram e Facebook

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14 Maggio 2020
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