Dopo gli insulti e gli attacchi, un bel contratto bis per Salvini e Di Maio

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'Agenzia di stampa Dire, per #DireOggi
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ROMA – «Siamo molto soddisfatti, il cambio di strategia sta pagando. Ora bisognerà riequilibrare un pochino il nostro messaggio di partito moderato ma, vedrete, alla fine non ci sarà un grande margine tra i voti della Lega e quelli del M5S», spiega un esponente qualificato del Movimento che dietro le quinte interagisce con i colleghi del Governo.

La strategia, sposata da Luigi Di Maio, è quella di schiacciare a destra Capitan Salvini e la Lega, metterli insieme ai movimenti neofascisti che agiscono nelle città, associandoli all’allarme e alla tensione che stanno suscitando in diverse piazze italiane. Senza dimenticare il Papa e la Chiesa, attaccati da Salvini per il loro aiuto a migranti e bisognosi, e difesi a spada tratta dal M5S.

Il cambio di passo, che porta il M5S a crescere e la Lega a perdere consensi, non mira a ricercare una possibile alleanza col Pd, ma a caratterizzare sempre più il partito come forza moderata, unica in grado di contenere le ‘sparate’ leghiste. Un confronto difficile, che crea sempre nuove tensioni, ma che alla fine ha un esito già scritto, almeno a sentire le fonti ‘grilline’: un bel contratto bis, rinnovato e aggiornato con nuovi provvedimenti per continuare a governare.

Ci sarà un vertice di maggioranza prima delle elezioni europee. Lo aveva chiesto tempo fa Di Maio e nessuno aveva risposto. Fino ad oggi, quando il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, braccio armato della Lega, ha dato il via libera. Sarà un primo momento per confrontarsi, per rimarcare sì le differenze, ma darsi appuntamento a subito dopo il voto. Lì si metterà mano ad un nuovo contratto.

Corredato da un rimpasto? «La Lega deve sostituire Savona – spiegano dal M5S- se il margine dei voti nelle urne non sarà molto, come ci risulta, si dovranno accontentare di qualche sottosegretario».

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