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Sudan, spari contro sit-in a Khartoum: vittime tra manifestanti

L'Associazione dei professionisti sudanesi (Spa) hacommentato sui propri profili social l'uccisione di alcuni manifestanti

Pubblicato:14-05-2019 14:28
Ultimo aggiornamento:17-12-2020 14:27

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ROMA – “Noi, il popolo, ci ribelliamo ai proiettili e a coloro che si nascondo dietro le armi perche’ hanno paura. La nostra determinazione e’ indistruttibile”. Con queste parole l’Associazione dei professionisti sudanesi (Spa) ha commentato sui propri profili social l’uccisione di alcuni manifestanti nella serata di ieri, a Khartoum. Stando a fonti di stampa internazionali, tra le tre e le sei persone sono morte dopo che alcuni uomini hanno aperto il fuoco contro la folla che da settimane si raduna davanti alla sede delle Forze armate nella capitale.

Incerta la dinamica dei fatti: gia’ nel tardo pomeriggio, i militari avrebbero cercato di sgomberare le barricate e i gazebo allestiti dai manifestanti davanti il quartier generale dell’esercito, proprio mentre una bozza di accordo veniva raggiunta tra la giunta militare e i rappresentanti del movimento popolare, che chiedono di poter partecipare alla formazione di un governo di transizione. Nella notte, poi, altri scontri si sarebbero verificati sempre in prossimita’ della sede dell’esercito. A premere il grilletto sarebbero stati elementi delle forze di sicurezza, come hanno denunciato alcuni feriti trasportati in ospedale.


L’esercito ha invece puntato il dito contro non meglio identificati violenti, riferendo che tra i morti figura anche un funzionario di polizia. L’Spa invece – l’organizzazione che ha guidato questi mesi di protesta – non ha indicato possibili responsabili. Da fine dicembre migliaia di persone sono scese in strada per chiedere le dimissioni del presidente Omar Al-Bashir, che l’11 aprile e’ stato deposto dall’esercito. I militari hanno assunto il potere creando una giunta e assicurando che l’organismo restera’ in carica il tempo necessario a organizzare nuove elezioni. Il movimento popolare chiede invece di entrare a farne parte, e i colloqui di ieri guarderebbero in questa direzione. 





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