Daniele De Rossi saluta la Roma: “Non vogliono che giochi, ma sarò sempre tifoso”

Romano e romanista, De Rossi ha collezionato finora 615 presenze e 63 reti nei suoi 18 anni in maglia giallorossa. L'addio dopo la gara con il Parma
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ROMA – Daniele De Rossi è come quella bellezza soggettiva, che piace a molti ma che non conquista proprio tutti. Diciotto anni con la maglia della Roma, praticamente una vita: oltre 600 presenze e oltre 60 gol segnati con il giallorosso sulla pelle.

Un colloquio, un dato di fatto, dopo dieci mesi di nulla da parte di chi doveva fargli firmare un prolungamento che ritiene di aver meritato (“se fossi un dirigente mi sarei rinnovato il contratto”) e non solo per meriti conquistati sul campo: “Sono convinto che avrei potuto dare qualcosa a livello tecnico, quest’anno” e nonostante gli infortuni “mi sono difeso, ho giocato abbastanza bene quando ci sono stato, non credo di creare problemi nello spogliatoio, anzi cerco di risolverne”.

Meno di 24 ore e si è deciso il futuro sportivo dell’erede di Francesco Totti: 24 ore prima l’atteso colloquio con la società, con il Ceo Guido Fienga, il giorno dopo l’ufficialità dell’interruzione del rapporto.

Un tweet della società a dare l’annuncio, poi la convocazione della conferenza stampa a Trigoria per spiegare come mai e per ‘colpa’ di chi, quella con il Parma del 26 maggio (quando si dice il destino) sarà la sua ultima in giallorosso.

In una sala gremita, De Rossi arriva già da ex, in completo blu, atteso dalla squadra, tutti con la maglia di De Rossi, con il simbolo dell’infinito al posto dello storico 16.
Le parole scorrono a fiumi, le domande sono tante, le risposte pure: “Gli abbiamo comunicato che la società non lo considerava più un giocatore. E gli abbiamo offerto un ruolo da dirigente. Ma rispettiamo la sua scelta di voler continuare a fare il giocatore. Distacco della Roma dal giocatore? No, non è così”, ha sentenziato Fienga.

“Distacco sì, io voglio giocare e loro non vogliono. Posso essere felice?”, la replica di De Rossi. Forse non a Fienga ma a una situazione che si è venuta a creare.

Leader, capitano anche in momenti come questi. Lui, per anni ‘Capitan Futuro’, ma capitan ‘presente’ solo per un paio di stagioni, per i suoi tifosi è stato un vanto: “Quando ho sentito di questa notizia mi sono sentito svuotato, dopo Francesco anche Daniele…”, ha raccontato uno dei tifosi fuori da Trigoria, aspettando proprio De Rossi. E proprio quel ‘futuro’ oggi resta un’incognita: “Non so cosa farò, sicuramente andrò in vacanza e non sentirò parlare di pallone. Continuerò a tifare Roma”.

Paradossalmente, negli occhi dei tifosi, De Rossi ha avuto una piccola grande sfortuna: trovare sulla sua strada il più grande e amato giocatore della storia della Roma, Francesco Totti. Se da una parte ha avuto la fortuna di crescere al suo fianco, dall’altra ha dovuto aspettare di superare di parecchio i 30 anni per prenderne il posto da capitano e leader. Forse per questo, per la pesante eredità, poi comunque accettata e gestita con forza e dignità, De Rossi per anni ha diviso il pubblico.

Oggi, la notizia del suo addio alla Roma ha avuto il merito di compattare i tifosi della Roma, tutti, indistintamente al suo fianco, mai come prima. “Io consigli ai tifosi posso darne pochi- ha detto- ho imparato da loro ad amare la Roma: quando sei piccolo guardi il tifoso, che è completamente innamorato di questa squadra, e cresci così. Quello che posso chiedere a nome mio ai tifosi è di stare vicino ai giocatori. Meritano grande sostegno”. Che avrebbe voluto dare da dentro lo spogliatoio e che ora sarà costretto a dare dagli spalti.

DANIELE DE ROSSI, UNA VITA IN GIALLOROSSO

La carriera in giallorosso di Daniele De Rossi si chiuderà al termine di questa stagione, nella gara con il Parma all’Olimpico. “Sarà la fine di un’era”, scrive la Roma su Twitter.

La società sul proprio sito ha pubblicato un lungo comunicato dedicato all’addio di ‘Capitan futuro’. Romano, romanista e cresciuto nel settore giovanile della società, De Rossi ha collezionato finora 615 presenze e 63 reti nei suoi 18 anni in maglia giallorossa e occupa il secondo posto tra i calciatori con più partite nella Roma, alle spalle di Francesco Totti.

È entrato a far parte del settore giovanile del Club nel 2000, ricorda la Roma, arrivando a debuttare in prima squadra nel 2001, prima di affermarsi rapidamente come uno dei migliori interpreti del suo ruolo. Presenza dominante nel cuore del centrocampo per quasi due decenni, De Rossi ha ufficialmente ereditato la fascia di capitano da Francesco Totti a seguito del suo ritiro nel maggio del 2017. Con la Roma, ha vinto per due volte la Coppa Italia nel 2007 e nel 2008 e per una volta la Supercoppa nel 2007, segnando un gol decisivo a San Siro contro l’Inter.

De Rossi non si ritirerà dal calcio giocato. All’età di 35 anni, ha intenzione di intraprendere una nuova avventura lontano dalla Roma, fa sapere sempre la società. “Per 18 anni, Daniele è stato il cuore pulsante dell’AS Roma – ha dichiarato il presidente del Club Jim Pallotta- Ha sempre incarnato il tifoso romanista sul campo con orgoglio, affermandosi come uno dei migliori centrocampisti d’Europa, a partire dal suo debutto nel 2001 fino a quando ha assunto la responsabilità della fascia da capitano. Ci commuoveremo tutti quando, contro il Parma, indosserà per l’ultima volta la maglia giallorossa e rispettiamo la decisione di proseguire la sua carriera da calciatore, anche se, a quasi 36 anni, sarà lontano da Roma. A nome di tutta la Società voglio ringraziare Daniele per lo straordinario impegno profuso per il Club. Le porte della Roma per lui rimarranno sempre aperte con un nuovo ruolo in qualsiasi momento deciderà di tornare”.

Oltre alla sua carriera in giallorosso, De Rossi è diventato uno degli elementi più rappresentativi della storia della Nazionale. Con 117 presenze è al quarto posto tra i calciatori che hanno indossato più volte la maglia Azzurra, partecipando a tre campionati Mondiali, incluso quello vinto nel 2006 al fianco di Totti e Perrotta, tre campionati Europei e due Confederations Cup. Tenace e carismatico, De Rossi resterà per sempre sinonimo di Roma e della Roma, club che ha rappresentato impeccabilmente, con lealtà e orgoglio durante la sua carriera.

DE ROSSI: GIUSTO CHE DECIDA LA SOCIETÀ, L’HO DETTO ANCHE A TOTTI

Forse sono i tempi che non hanno soddisfatto Daniele De Rossi. Niente da ridire, invece, a proposito delle modalità scelte dalla società per comunicargli la fine del rapporto con la squadra giallorossa.

Nel rispondere, motivando la propria convinzione, tira in ballo anche Francesco Totti. L’ex capitano della Roma ha seguito la conferenza di De Rossi, nella sala stampa a Trigoria, in un angolo, in religioso silenzio.

“L’ho sempre detto anche a Francesco- ha spiegato De Rossi- la penso uguale anche per Del Piero. Non sono d’accordo su questo, c’è una società apposta che decide se puoi o non puoi giocare. Possiamo discutere 10 ore su quanto sarei potuto essere importante per la squadra, che non guardo perché altrimenti scoppio a piangere…”.

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14 Maggio 2019
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