ROMA – “Se le riforme le deve fare Malagò un po’ mi viene da sorridere. L’occasione per cambiare il calcio l’ha avuta otto anni fa quando era presidente del Coni e scelse un commissario a tutto tondo, Roberto Fabbricini, invece di modificare radicalmente lo statuto”. Così il presidente Angelo Binaghi, presidente della Federazione italiana tennis e padel, a margine della presentazione degli Internazionali di Roma.
“Malagò è simpatico- aggiunge- ma per fare le rivoluzioni e le riforme serve essere antipatici. Bisogna essere capaci di imporre determinate scelte impopolari per risollevare l’orgoglio di un movimento che è fermo allo zero e che deve trovare le energie necessarie per tornare leader come lo è stato per 100 anni”.
“Abbiamo tre obiettivi per questa edizione degli Internazionali d’Italia. Il primo è superare i 400mila biglietti venduti, il secondo è superare il miliardo di euro di impatto economico sul territorio, il terzo è provare a vincere anche il torneo singolare maschile: credo sia il momento giusto, non solo per quello che ha fatto Sinner a Montecarlo, ma perché abbiamo 4 italiani tra i primi 21 giocatori al mondo”.
“Abbiamo una grande attesa per questo torneo. Il tennis italiano si è fermato al Foro Italico il primo dicembre scorso e oggi ripartiamo dall’eredità che ci ha lasciato Nicola Pietrangeli. Oggi inizia una nuova era senza di lui e senza Lea Pericoli, in cui siamo più deboli ma partiamo con una base molto solida grazie a loro”, ha aggiunto Binaghi.
“Il quinto Slam non è Roma, sono gli Internazionali Bnl d’Italia. Ci penso ogni giorno e vivo per questo. Credo che ci sia una finestra temporale di qualche anno in cui si possa fare questa impresa. Sto terminando di risolvere con il Governo alcune problematiche di altre manifestazioni, ma vorrei esaminare il prima possibile lo studio di fattibilità: finché non vengo smentito, penso sia la manifestazione sportiva più profittevole che possa avere l’Italia per gli anni a venire.
“Il nostro sogno è che il Governo si convinca di questo, io le tenterò tutte e non mi darò mai pace. Con il Governo siamo in sintonia su tutti gli aspetti e in contatto quotidiano. Meno per il torneo 250 che abbiamo acquistato da Bruxelles e che si giocherà sull’erba a partire dal 2028 nel nord Italia. Un po’ perché si svolgerà tra due anni e poi perché ora c’è inerzia rispetto a tutte le attività che portiamo avanti. Sul torneo ringraziamo l’Icsc che ci finanzierà. L’obiettivo è chiudere velocemente tutti i temi aperti perché io devo portare avanti il tema della fattibilità del quinto slam perché non voglio averlo sulla coscienza. Mi dicano apertamente se non si può fare”, ha concluso Binaghi.







