giovedì 14 Maggio 2026

Abodi: “Nel calcio italiano non basta un cambio di regime federale”. Lotito chiede un commissario straordinario

Per il ministro in Federcalcio "non è servito il 98,7% dei consensi ad applicare il programma. Ci porta a riflettere sul modo in cui si è costruito il consenso"

ROMA – “Non è servito il 98,7% dei consensi ad applicare il programma. Ci porta a riflettere sul modo in cui si è costruito il consenso”. Così, nel pieno della campagna elettorale per la nuova presidenza della Federcalcio, si inserisce il ministro dello Sport Andrea Abodi. Nella sua audizione in Senato, settima commissione, il ministro è tornato a parlare del fallimento del dimissionario Gravina, pur senza farne il nome, e ha indirizzato (come nelle ultime settimane) il dibattito verso l’ipotesi commissariamento della Figc.

Di “ennesimo fallimento sportivo”, parla Abodi. “Rispetto alla titolarità della federazione nel cercare un nuovo presidente, mi aspettavo e mi aspetto ancora che gli sforzi di queste settimane si concentri sulle cose da fare. Il presupposto dell’autonomia dello sport va tutelato però vorrei avere la ragionevole certezza che non si tratti soltanto di un cambio di regime, di presidenti, ma che ci sia un cambio di sistema che sappia valorizzare la matrice comune degli interessi. Risultati di Nazionale e di club, allargamento della base sociale. Oggi ci sono tanti sport, una volta definiti minori, che rappresentano la società, con i successi e comportamenti di questi atleti”.

“Si stanno esasperando i toni in un modo che non è nella natura dello sport. C’è una differenza siderale tra tutto quello che viviamo negli sport, come risultati e armonia, e il calcio. C’è il tema delle Nazionali, dei vivai, la gestione delle società. Va rielaborato il regolamento agenti. Nel calcio è necessario pagare per giocare? È giusto pagare per allenare? Bisogna recuperare un’efficienza dei comportamenti. È evidente per tutelare i vivai, serve un gioco di squadra”.

LOTITO VUOLE IL COMMISARIO

Un commissario straordinario nominato dal governo per riformare il calcio italiano. Lo chiede il senatore di Forza Italia e presidente della Lazio, Claudio Lotito, con un’interrogazione presentata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro dello Sport Andrea Abodi.

Il commissario, spiega Lotito, deve essere “di comprovata esperienza internazionale”, potrà avvalersi di due sub-commissari, e sarà in carica fino “al 31 dicembre 2028”. Secondo il senatore azzurro questa è la soluzione dopo la debacle mondiale: “Nomini un bel commissario con tutti i poteri, che deve riferire solo al Parlamento, ed è finita la storia, noi in meno di un anno abbiamo già sistemato tutto”.

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