ROMA – “Non è un criminale, siamo una famiglia di lavoratori. Non doveva succedere e siamo disperati ma si sono difesi”. Sono le parole del padre di Eduard Alin Carutasu, 19enne di origine rumena arrestato insieme ad altri coetanei per il violento pestaggio avvenuto sabato sera a Massa: dopo un diverbio, il19enne insieme al 23enne Ionut Alexandru Miron e ad alcuni minorenni avrebbe cominciato a colpire Giacomo Bongiorni e il cognato. Colpo su colpo, Bongiorni a un certo punto sarebbe caduto a terra (pare dopo un pugno sferrato da un 17enne) e loro avrebbero continuato a colpirlo fino a quando non si sono resi conto che non si muoveva più. L’uomo, 47 anni, è morto, mentre il cognato è in ospedale. Alla rissa ha assistito anche il figlio della vittima, di soli 11 anni.
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In un’intervista a La Stampa, il padre del 19enne sostiene che si sia trattata di una reazione a una aggressione: “Siamo distrutti, non doveva finire così ma i ragazzi son stati aggrediti e si sono difesi. Da quello che sappiamo noi, anche i ragazzi sono stati aggrediti e si sono difesi. Non doveva assolutamente finire così. È una tragedia. Perché Alin è bravo, non è un criminale. Siamo una famiglia di lavoratori. Siamo disperati, la nostra vita è rovinata“. Davanti ai pm, anche i ragazzi fermati avrebbero sostenuto questa linea: hanno detto di essere stati aggrediti e di aver reagito dopo che, a un certo punto, era “partita una testata”. La prossima settimana ci saranno gli interrogatori davanti al gip. Il padre del 19enne, nell’intervista, si è detto disposto a pagare una borsa di studio per i figli di Bongiorni.
Sono cinque in tutto i ragazzi coinvolti nel pestaggio e a loro si è arrivati grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza e ai racconti dei testimoni, le persone che sabato erano in piazza Felice Palma, luogo dove è avvenuto il pestaggio: sono accusati di concorso in omicidio volontario. Si tratta di tre minorenni e due maggiorenni: di loro, i due maggiorenni (il 23enne Ionut Alexandru Miron e il 19enne Eduard Alin Carutasu) e uno dei minorenni sono stati fermati domenica con un’ordinanza di custodia cautelare. Ieri, poi, sono stati identificati altri due minorenni.





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