venerdì 15 Maggio 2026

Il piano cinese per l’Iran: “Non permetteremo che il mondo torni alla legge della giungla”. Negoziati tra Israele e Libano

Pakistan pronto ad ospitare nuovi negoziati. Intanto Starmer e Macron cercano di limitare i danni del blocco con una coalizione internazionale. Hezbollah dice che non rispetterà eventuali accordi tra Libano e Israele

ROMA – La guerra tra Usa-Israele e Iran è giunta al quarantaseiesimo giorno e ieri, alle 16 ora italiana, è scattato il blocco dello Stretto di Hormuz. Nonostante il fallimento dei negoziati in Pakistan dello scorso fine settimana, i media americani riferiscono di colloqui ancora in corso e di un possibile secondo faccia a faccia tra funzionari statunitensi e iraniani. Occhi puntati anche sulla guerra tra Israele e Libano. Oggi è il giorno dei colloqui a Washington.

21:00 – WSJ: MACRON E STARMER PRONTI A UNA MISSIONE “STRETTAMENTE DIFENSIVA” PER LO STRETTO DI HORMUZ

Il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer sono pronti a co-presiedere venerdì da Parigi una conferenza virtuale con altri Paesi disposti a partecipare a una missione pacifica per “ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”, secondo quanto riferito dall’Eliseo. Lo riporta il Wall Street Journal. Downing Street ha confermato l’incontro, precisando che servirà ad avanzare verso un piano coordinato per la protezione del traffico marittimo internazionale.

Macron ha indicato che la Francia non prenderà parte a eventuali blocchi statunitensi del corridoio strategico, mentre Starmer ha dichiarato che anche il Regno Unito non sarà coinvolto. “Questa missione strettamente difensiva, distinta dai belligeranti, sarà dispiegata non appena la situazione lo consentirà”, ha scritto Macron su X lunedì.

20:00 – L’AMBASCIATORE ISRAELIANO NEGLI USA: “IL LIBANO NON VUOLE PIÙ ESSERE ‘OCCUPATO’ DA HEZBOLLAH”

“Il governo libanese ha chiarito, durante i colloqui mediati dagli Stati Uniti con Israele, di non voler più essere ‘occupato’ da Hezbollah e che si è discusso di una visione a lungo termine per un confine chiaramente definito”, ha dichiarato ai giornalisti l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, al termine dei colloqui.

18:00 – TRUMP: “NUOVI COLLOQUI POTREBBERO TENERSI ENTRO POCHI GIORNI”

Il dialogo sul dossier Iran potrebbe riaprirsi a breve. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lasciato intendere che nuovi colloqui potrebbero tenersi entro pochi giorni, indicando il Pakistan come possibile sede degli incontri. In un’intervista al New York Post, Trump ha spiegato che le trattative potrebbero riprendere già nell’arco di 48 ore: “Dovreste restare lì, davvero, perché potrebbe succedere qualcosa nei prossimi due giorni, e siamo più propensi ad andare lì”.

17:30 – I NEGOZIATI TRA LIBANO E ISRAELE SONO COMINCIATI

Sono ufficialmente cominciati, a porte chiuse nel dipartimento di Stato degli Stati Uniti a Washington, i negoziati tra Israele e Libano. C’è anche il segretario di stato Marco Rubio.

https://twitter.com/BarakRavid/status/2044070166565130347?s=20

17:00 – 10.000 SOLDATI AMERICANI PER BLOCCARE LO STRETTO

Il blocco navale statunitense dello Stretto di Hormuz coinvolge oltre 10.000 militari americani, più di una dozzina di navi da guerra e decine di aerei. Lo ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti, che anche confermato che finora nessuna nave è riuscita a superare il blocco, mentre sei navi mercantili si sono conformate alle loro direttive.

15:00 – TRUMP ATTACCA MELONI (E DI NUOVO IL PAPA)

All’Italia “piace il fatto che la vostra presidente non stia facendo nulla per ottenere il petrolio? Piace alla gente? Non posso immaginarlo. Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo”. Lo dice il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump in un’intervista al Corriere della Sera.

Meloni, sottolinea Trump, “dice semplicemente che l’Italia non vuole essere coinvolta. Anche se l’Italia ottiene il suo petrolio da là, anche se l’America è molto importante per l’Italia. Non pensa che l’Italia dovrebbe essere coinvolta. Pensa che l’America dovrebbe fare il lavoro per lei”.

Con Giorgia Meloni non parla “da molto tempo” perché “non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell’arma nucleare. E’ molto diversa da quello che pensavo. Non è più la stessa persona e l’Italia non sarà lo stesso Paese, l’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”.

È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”.

13:00 – XI JINPING: “NON POSSIAMO PERMETTERE CHE IL MONDO TORNI ALLA LEGGE DELLA GIUNGLA”

Xi Jinping ha dichiarato che la Cina “continuerà a svolgere un ruolo costruttivo” nei colloqui per porre fine alla guerra in Medio Oriente. “Mantenere l’autorità del diritto internazionale significa non solo utilizzarlo quando ci fa comodo e abbandonarlo quando non lo è. Non possiamo permettere che il mondo torni alla legge della giungla”.

12:30 – MELONI SOSPENDE L’ACCORDO DI DIFESA TRA ITALIA E ISRAELE

Giorgia Meloni ha annunciato la sospensione dell’accordo di difesa tra Italia e Israele: Alla luce della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele”.

11:30 – RUBIO AI COLLOQUI PREPARATORI

Il segretario di Stato americano Marco Rubio prenderà parte ai colloquio che nella mattina di Washington si terranno tra Yechiel Leiter e Nada Hamadeh, rispettivamente gli ambasciatori di Israele e Libano nel Paese. Il meeting è stato organizzato per preparare i colloqui che nel pomeriggio vedranno coinvolti delegati dei governi di Tel Aviv e Beirut per raggiungere un cessate il fuoco in Libano, dove l’esercito israeliano sta conducendo dal primo marzo una campagna militare contro il gruppo politico militare Hezbollah che ha causato già oltre 2mila morti e quasi un milione e mezzo di sfollati. Il movimento filo-iraniano Hezbollah a sua volta lancia missili verso il nord di Israele e contro obiettivi dell’esercito in Libano.

Rubio, come riferisce la stampa internazionale ospiterà i due diplomatici alle 11 ora locale (le 17 in Italia). Il governo libanese ha lavorato a lungo per portare il governo israeliano a questo tavolo, con la mediazione degli Stati Uniti, rivendicando il rispetto della sovranità e dell’integrità del Paese, oggetto di bombardamenti e dell’invasione di uomini e mezzi militari. Israele sta infatti lavorando per creare una “zona cuscinetto di sicurezza” profonda circa 30 chilometri tra il confine tra i due Paesi fino al fiume Litani, dove costruirà una quindicina di postazioni militari permanenti.

11:00 – HEZBOLLAH NON RISPETTERA’ ACCORDI

Hezbollah non rispetterà alcun accordo che possa derivare da colloqui diretti tra Libano e Israele negli Stati Uniti, negoziati a cui si oppone fermamente. Lo ha dichiarato un alto funzionario dell’organizzazione, Wafiq Safa. “Per quanto riguarda l’esito di questo negoziato tra il Libano e il nemico israeliano, non ci interessa e non ci preoccupa affatto”, ha dichiarato all’Associated Press.

10:17 – LIBANO, INTENSI RAID NEL SUD NON RISPARMIANO OSPEDALE

Mentre c’è attesta per i colloqui che stasera si terranno a Washington tra i delegati di Israele e Libano per negoziare una tregua, non si placano i combattimenti nel sud del Libano, con l’avanzata dell’invasione israeliana che preme per conquistare il territorio di Bint Jbeil, ritenuto la roccaforte di Hezbollah. Come scrive L’Orient le Jour, gli attacchi israeliani proseguono “senza sosta” nell’area di Bint Jbeil e Khiam, nella zona est delle regioni a ridosso della frontiera meridionale. Coinvolta anche la località di Tebnine, dove in un raid di stamani hanno perso la vita cinque persone e nell’attacco è stato danneggiato per la terza volta l’ospedale locale. L’agenzia di stampa nazionale (Nna) riferisce di altri quattro morti nell’area di Nabatyeh. Ieri, in un raid a Sohmor, sono rimasti uccisi due bambini insieme alla loro madre. Sale così a 2.089 il bilancio dei morti e a oltre 6.700 i feriti dalla ripresa delle ostilità tra Israele e il gruppo politico militare Hezbollah. La guerra sta avendo un impatto enorme sui civili, con quasi un milione e mezzo di sfollati tra cui 340mila bambini, come denuncia l’organizzazione Arcs – Culture solidali, presente nel Paese con interventi a favore della popolazione. L’organismo denuncia anche gravi criticità sulla catena di approvvigionamento, che si riflette nell’aumento del 17% del prezzo del pane, “uno degli alimenti di base più difficili da reperire”, come avverte ancora Arcs.

8:30 – CINA, XI JINPING PRESENTA UN PIANO DI 4 PUNTI

Un piano in quattro punti per promuovere la pace e la stabilità del Medio Oriente. A proporlo è stato il presidente cinese Xi Jinping durante l’incontro avvenuto questa mattina a Pechino con lo sceicco Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario di Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti. Per Xi Jinping è necessario “promuovere la costruzione di un’architettura di sicurezza comune, globale, cooperativa e sostenibile per il Medio Oriente e la regione del Golfo”.

7:00 – MEDIA: SEGNALI DI RIPRESA NEGOZIATI IN SETTIMANA

Il Pakistan sarebbe pronto a ospitare nei prossimi giorni nuovi negoziati tra Iran e Stati Uniti: lo scrive la stampa israeliana, citando funzionari di Islamabad che hanno parlato in condizione di anonimato. Secondo quanto riferito, il secondo tavolo negoziale dovrà tenersi prima che la tregua dei quattordici giorni termini. L’incontro a Islamabad dell’11 aprile si è concluso senza un accordo. I funzionari pachistani tuttavia hanno chiarito che quei primi colloqui facevano parte di un processo diplomatico in corso, piuttosto che essere un’iniziativa isolata. Team negoziali di Stati Uniti e Iran intanto sarebbero pronti a tornare a Islamabad entro questa settimana, come riferisce l’agenzia Reuters citando fonti informate. La guerra in Iran lanciata da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio scorso ha causato migliaia di morti nella regione e milioni di sfollati, e determinato un blocco allo Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, a cui si è aggiunto quello imposto ieri da Washington, con aumenti nei prezzi delle materie prime energetiche.

6:00 – UNA PETROLIERA CINESE ATTRAVERSA LO STRETTO DI HORMUZ NONOSTANTE IL BLOCCO

Secondo il sito MarineTraffic, la petroliera cinese Rich Starry, battente bandiera del Malawi, ha attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante il blocco degli Usa. La nave cisterna appartiene alla Full Star Shipping Ltd, collegata a Shanghai Xuanrun Shipping Co Ltd, ed è stata sanzionata dagli Stati Uniti dal 2023 a causa dei suoi legami con l’Iran.

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