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Tg Scuola e Formazione, edizione del 14 aprile 2023

Si parla di educazione finanziaria; di potenziamento delle materie Stem; degli alunni stranieri; di Meta e Luiss

Pubblicato:14-04-2023 12:47
Ultimo aggiornamento:14-04-2023 12:47

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ARRIVANO LE LEZIONI DI EDUCAZIONE FINANZIARIA

L’Educazione finanziaria è stata inserita nell’insegnamento dell’Educazione civica. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge Competitività. In questo modo, in un’ottica interdisciplinare e trasversale, acquisiscono centralità nel percorso formativo la finanza, il risparmio e l’investimento, con l’obiettivo di rendere i ragazzi cittadini consapevoli, capaci di partecipare pienamente alla vita economica del Paese. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, definirà le linee guida per lo studio dell’Educazione finanziaria nelle scuole, d’intesa con la Banca d’Italia e la Consob e sentite le associazioni rappresentative degli operatori e degli utenti bancari e finanziari. Inoltre, il MIM, la Banca d’Italia e la Consob sottoscriveranno appositi accordi per promuovere la cultura finanziaria, nel rispetto dell’autonomia scolastica.

1 MILIARDO E 200 MILIONI PER IL POTENZIAMENTO DELLE MATERIE STEM

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha firmato due decreti di riparto di risorse Pnrr destinati alla formazione di studenti, docenti e personale scolastico per un importo complessivo di 1 miliardo e 200 milioni. Con il primo decreto vengono destinati 600 milioni per la realizzazione di percorsi didattici, formativi e di orientamento per studentesse e studenti di tutti i cicli scolastici, finalizzati a promuovere e sviluppare le competenze STEM, digitali e di innovazione, nonché quelle linguistiche, con particolare attenzione a garantire pari opportunità e parità di genere. Altri 150 milioni saranno indirizzati alla formazione dei docenti sul multilinguismo. Nel secondo decreto è stata stabilita una linea di investimento di 450 milioni destinati alla formazione di tutto il personale scolastico in servizio.

AUMENTO DEGLI ALUNNI STRANIERI, PRESIDE TORPIGNATTARA A ROMA: “QUI SOLO 50% STUDENTI È ITALIANO

L’aumento della percentuale degli studenti stranieri in Italia, fotografato dal ministero dell’Istruzione, non si registra all’istituto comprensivo Simonetta Salacone di Roma, in zona Torpignattara. Qui, da diversi anni, gli alunni italiani sono solo il 50%. L’altra metà ha origini bengalesi, indiane, afghane, ma anche iraniane e cinesi. “Complessivamente, i nostri alunni provengono da più di 20 nazioni- ha detto la dirigente Rosanna Labalestra all’agenzia di stampa Dire- l’affluenza di alunni non italofoni è in costante aumento”. Una realtà che ormai è diventata la norma per molte scuole, soprattutto primarie. “I decisori politici hanno una lentezza maggiore rispetto a ciò che avviene in realtà, ma se visitassero una qualsiasi scuola, si renderebbero conto di quanto siano cambiate le nostre classi- aggiunge- I nostri alunni sono cittadini italiani a tutti gli effetti”. Secondo la preside, quindi, l’istituto di Torpignattara non è molto diverso da tante altre scuole italiane, dove l’integrazione non è un fenomeno eccezionale, ma fa parte della didattica quotidiana.

META SCEGLIE LA LUISS PER ANALIZZARE L’IMPATTO DELLE TECNOLOGIE SULL’APPRENDIMENTO

Meta ha scelto l’Università Luiss Guido Carli di Roma per analizzare l’impatto che le tecnologie immersive stanno apportando nel settore dell’Education. Questa collaborazione rientra in un programma di ricerca europeo istituito da Meta che coinvolge 5 istituzioni accademiche, esperti e think-tank di altrettanti Paesi. Gli esperti hanno esaminato come le tecnologie immersive possano migliorare le esperienze di apprendimento, aumentare il tasso di occupazione dei giovani e contribuire alla formazione professionale dei manager del futuro. Gli studenti, per  tre mesi, sono stati suddivisi in due gruppi e osservati mentre svolgevano alcune sessioni di teamworking online e discutevano un business case utilizzando le tecnologie immersive di Horizon Workrooms e quelle di un ambiente 2D. Da questo primo test è emerso che gli studenti percepiscono le interazioni in maniera più positiva e costruttiva rispetto agli ambienti 2D. Le tecnologie immersive incentivano positivamente le dimensioni sociali, comportamentali ed emotive dell’esperienza.

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