India, tutti contro il nuovo cavalcavia: salvate la biblioteca di Patna

Khuda Bakhsh Oriental Public Library biblioteca Patna India
L'edificio è stato dichiarato 'Istituzione di importanza nazionale' nel 1969 e da 130 anni ospita migliaia di testi: da antiche pergamene a libri moderni in numerose lingue
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di Brando Ricci

ROMA – Polemiche e sdegno di accademici e intellettuali in India: All’origine delle proteste il fatto che, per costruire un cavalcavia, il governo dello Stato orientale di Bihar vuole demolire parte di una biblioteca aperta oltre 130 anni fa e dichiarata “Istituzione di importanza nazionale” nel 1969.

L’edificio in questione si chiama Khuda Bakhsh Oriental Public Library ed è situato a pochi passi dalle sponde del fiume Gange, nella città di Patna, capitale del Bihar. La biblioteca, aperta al pubblico nel 1890 per volere del figlio del notabile ed intellettuale Khan Bahadur Khuda Bakhsh, custodisce migliaia di testi, da antiche pergamene in foglia di palma e pelle di cervo fino a libri moderni in numerose lingue, tra le quali arabo, persiano, inglese, urdu e hindi.

Il cavalcavia dovrebbe ridurre il traffico di Patna in prossimità di uno degli ospedali della città. L’azienda del governo locale incaricata del progetto, la Bihar State Bridge Construction Corporation Limited (Bsbccl), ha comunicato alle autorità della biblioteca che a essere demolita dovrà essere almeno una delle sale più importanti.

A mobilitarsi è stata anche la Commissione sulle biblioteche del parlamento del Bihar, che con una decisione definita “eccezionale” dal quotidiano Times of India ha convocato per venerdì un incontro sulla questione con i rappresentanti della società civile.

L’ong Indian National Trust for Art and Cultural Heritage (Intach), ha chiesto al governo locale di ripensarci, sottolineando che un’eventuale distruzione di parte dell’edificio sarebbe “una perdita monumentale non solo per Patna, ma per il mondo intero”. Un filmmaker nativo di Patna di fama nazionale, Nitin Chandra, ha avviato una petizione contro la demolizione sulla piattaforma Change.org: in pochi minuti, centinaia di firme.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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