VIDEO | Violenza donne, al centro Dafne di Napoli 7 colloqui in 10 giorni

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Lo spiega alla Dire Valentina Caso, psicologa dell'associazione Salute Donna - centro Dafne dell'ospedale Cardarelli di Napoli
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NAPOLI – Il lavoro da remoto del centro Dafne del Cardarelli, gestito dalle psicologhe dell’associazione Salute Donna, “è iniziato lo scorso tre aprile. In questi dieci giorni sono 7 le donne che, dopo essere arrivate nei pronto soccorso sia del Cardarelli che del Cto dove hanno effettuato la refertezione medica, sono state inviate a noi per la refertazione psicologica o per una consulenza tramite il numero di telefono dell’associazione. C’è una prima ‘accoglienza’ per una prima osservazione psicologica e, poi, si valuta se la donna deve seguire anche un percorso con un centro antiviolenza con consuleza legale o sostegno psicologico”. Lo spiega alla Dire Valentina Caso, psicologa dell’associazione Salute Donna – centro Dafne di Napoli.
Le donne – prosegue – sembra che abbiano accolto positivamente questa nuova modalità di colloquio. Per alcune di loro, però, ci sono difficoltà, avendo in casa il maltrattante, a trovarsi degli spazi per parlare con noi: a volte si chiudono in una stanza o, se possono, vanno da qualche familiare”.
Il numero di reperibilità dell’associazione Salute Donna, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19, “è stato inserito dalla Regione Campania sulle proprie pagine social. Questo – sottolinea la psicologa – fa sì che tutti i pronto soccorso del territorio regionale, con riferimento a quelli dove questo strumento non viene ancora utilizzato, possano trovare nella nostra attività un punto di riferimento per la refertazione psicologica e inviarci le donne vittime di violenza di genere”. Lo strumento del colloquio da remoto, resosi necessario per l’epidemia da Covid-19, “potrebbe essere usato, ad emergenza finita, con quelle donne che per motivi personali o di salute – conclude – sono impossibilitate ad accedere fisicamente al centro Dafne“.

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