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VIDEO | Coronavirus, la medica dell’Aeronautica: “Commossa dalla gratitudine della popolazione”

ROMA – “Saro’ qui fino a fine esigenza“. Lo ha ripetuto con un sorriso, occhi vivaci, nonostante sia appena terminato il turno di notte, determinati e pieni “di tante scene tristi”, ma anche “di quel paziente giovane, ricoverato una notte di un paio di settimane fa in condizioni critiche e finalmente dimesso, allegro, in piedi e senza ossigeno”. E’ Alessia Nardo, ufficiale medico dell’Aeronautica Militare in servizio all’ospedale Maggiore di Lodi “dal 4 marzo” che, intervistata dall’agenzia Dire, ha detto di non sapere quando tornera’ a casa, perche’ ora pensa solo a fare il suo dovere in questa “pandemia senza precedenti, per cui, noi e i colleghi civili- ha spiegato- ci stiamo reiventando per qualcosa di mai visto prima che statisticamente, anche se ci sono giovani ammalati, colpisce maggiormente i ‘grandi anziani'”. 

Siciliana, Alessia ha vissuto tra Cervia e Villafranca, ora e’ operativa “all’Istituto aerospaziale di Linate”, prossima a specializzarsi in “psichiatria all’ospedale San Paolo di Milano. Come ufficiali e sottoufficiali dell’Istituto di medicina aerospaziale– ha raccontato la medica aeronautica- ci siamo rischierati sull’ospedale di Lodi per dare supporto alla struttura e al servizio territoriale psichiatrico. La nostra giornata e’ fatta di routine ospedaliera, con relative turnazioni con i civili”. 

Ammirata e commossa dalla “grandissima solidarieta’, gratitudine e sensibilita’ della popolazione civile verso le Forze Armate”, Alessia Nardo, nella trincea dell’Italia flagellata dal Covid19, ha il pieno sostegno della sua famiglia. “I miei genitori sono medici- ha raccontato- e capiscono il mio bisogno di fare qualcosa in questo momento. Mia mamma, in pensione, mi appoggia incondizionatamente e lei vorrebbe essere operativa in ospedale come volontaria”. 

Alessia ha parlato di bisogno, di dedizione per gli altri e ha ribadito di non sentirsi divisa tra il giuramento ad Ippocrate e quello alla Patria: “Sono due giuramenti sinergici, quello di militare e di medico e, al netto di ogni retorica, con entrambi ho deciso di mettermi a servizio di qualcosa o qualcuno. Mi sento ufficiale medico, ne’ in prevalenza medico, ne’ in prevalenza militare”. 

Il grado di ufficiale non si declina, “e’ neutro” e cosi’ lo preferisce Alessia Nardo che sulla presenza delle donne nel mondo della Difesa ha detto, partendo dalla sua esperienza, “di essere pienamente integrata. E l’integrazione- ha tenuto a sottolineare- e’ un processo bilaterale” che riguarda tanto gli uomini, quanto le donne.

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14 Aprile 2020
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