Un cucciolo di speranza per Valeria che lotta contro la leucemia

Il cagnolino è arrivato grazie a una gara di solidarietà che ha preso il via il 6 marzo scorso
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RIMINI – Per la piccola Valeria, affetta da leucemia e ricoverata all’ospedale Infermi di Rimini, il sogno esaudito di un cucciolo di cane, Simba. E quasi 2.000 euro per i progetti del reparto di Oncoematologia pediatrica. Il tutto grazie a 32 donatori che hanno risposto all’appello della piccola di avere un amico per far fronte con più coraggio e determinazione agli effetti collaterali del suo percorso di guarigione. Una “straordinaria” gara di solidarietà lanciata il 6 marzo scorso dall’Istituto oncologico romagnolo chiusasi in poco più di un mese con un “autentico successo”. Valeria si è innamorata di un barboncino toy, ribattezzato Simba perché le ricorda “un personaggio forte e coraggioso”. Così scrive una lettera alla responsabile del reparto di Oncoematologia pediatrica, Roberta Pericoli, per adottare il cucciolo. Lo Ior decide di venire meno alla consuetudine di non assecondare le richieste di persone singole, valutando che “l’appello di Valeria non poteva rimanere inascoltato“. E si fa promotore di un’autentica gara di solidarietà con un duplice obiettivo: in primis, esaudire il sogno della bambina acquistando Simba; in secondo luogo, mettere a disposizione eventuali eccedenze per i fondamentali progetti di assistenza del reparto, di modo che “tutti i piccoli pazienti potessero in qualche modo beneficiare di questa campagna straordinaria”. In poco più di un mese trentadue donatori hanno risposto all’appello, non solo dal riminese, da Carpi fino a Pesaro.

E alla fine la cifra raccolta ha superato il valore dell’acquisto di Simba, consegnato oggi nelle braccia della piccola Valeria, quale “formidabile alleato nel suo percorso di cura”. Di un assegno da 1.935 euro beneficerà invece Oncoematologia pediatrica dell’Infermi. “Mi è già passata la febbre“, il significativo commento della piccola, alle prese con una sessione di cure che gli procura fastidiosi effetti collaterali. “È stato un momento davvero commovente vedere gli occhi che le si illuminano vedendo finalmente esaudito il suo desiderio, è il premio migliore per i nostri sforzi”, sottolinea il direttore generale dello Ior, Fabrizio Miserocchi.

di Cristiano Somaschini, giornalista

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