Minoranza, Dc: “Governo incapace, gravi conseguenze per il paese”

SAN MARINO - "L'inesperienza e l'incapacità del governo non
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SAN MARINO – “L’inesperienza e l’incapacità del governo non possono essere la causa della rovina del Paese“, a dirlo è il Pdcs che, in una nota, esprime tutte le sue preoccupazioni per l’operato dell’esecutivo. Via delle Scalette boccia quindi gli interventi proprio nei settori che Adesso.sm aveva indicato come prioritari, ovvero stabilità dei conti pubblici, solidità del sistema bancario e finanziario, sviluppo e lavoro. In particolare, “sui conti pubblici il Congresso di Stato non ha fatto altro che enfatizzare una situazione già nota di carenza di liquidità in alcuni mesi dell’anno- sottolinea la Dc- fino a paventare la difficoltà a pagare gli stipendi di giugno”. E malgrado tutto, “non è stata avanzata nessuna proposta precisa di soluzione“, se non “ipotesi di intervento come il ricorso al debito estero che non ha certo contribuito a rasserenare la cittadinanza”. Riguardo invece al consolidamento del sistema bancario, il Pdcs definisce “allarmante” la sequenza degli eventi. “Abbiamo assistito negli ultimi giorni, impotenti e senza conoscerne le motivazioni- prosegue la nota- al commissariamento di Asset banca e, notizia delle ultime ore, alla decisione di esautoramento del Consiglio di Amministrazione di Cassa di Risparmio, a poco più di un mese dalla approvazione dei bilanci e alla naturale decadenza del Consiglio stesso”.

Di fronte “ai danni irreparabili che questi interventi stanno generando sull’intero sistema”, denuncia il Pdcs, “il governo non sa opporre altro che la intangibilità di Banca Centrale”. Infine, sul capitolo sviluppo e occupazione, “la pericolosità dell’esecutivo raggiunge l’apice“, evidenzia il partito di minoranza. Sulla proposta di modificare le norme in materia di sostegno allo sviluppo economico, introducendo un maggior onere contributivo sull’impiego di frontalieri, il governo incassa la contrarietà forte e immediata degli imprenditori e del sindacato, osserva il Pdcs, le reazioni preoccupate dei parlamentari italiani e le possibili ritorsioni nell’applicazione degli accordi sottoscritti e nei percorsi di associazione con l’Ue. Di fronte tutto ciò, il Pdcs si chiede se è questa la svolta di cui il Paese ha bisogno e mette sull’avviso governo e maggioranza: il primo partito del Paese “continuerà con tutti gli strumenti della democrazia ad opporsi a questo modo di governare- conclude- e a ricercare quegli spazi di confronto che fino ad oggi sono stati totalmente negati“.

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