In Campania gli abusi in famiglia sono la normalità, il Garante lancia l’allarme

L'anno scorso 200 i casi di violenza registrati. Ma si stima un livello 'sommerso' molto considerevole
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NAPOLI – Maltrattamenti, violenze, incesti. In molte famiglie della Campania situazioni di degrado morale come queste sono la normalità.

“Nel 2016 abbiamo presentato la ricerca ‘Abusi intra familiari – l’incesto in Campania’ che ha messo in evidenza un fenomeno allarmante e sommerso che merita tutta l’attenzione della politica e degli amministratori. I numeri sono allucinanti, mi sarei aspettato che dopo la nostra denuncia qualcosa iniziasse a muoversi. E invece non si è mosso nulla“. A lanciare l’allarme è Cesare Romano, garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Campania, durante la presentazione della relazione annuale delle attività svolte dall’autorità regionale.

L’emergenza del fenomeno si riscontra sia nel numero di casi di violenza registrati, oltre 200 lo scorso anno, sia nel fatto che ai dati bisogna aggiungere una stima di maltrattamento sommersa, mai dichiarata, che regolarmente avviene tra le mura domestiche.

“Questo fenomeno – spiega Romano – è molto preoccupante perché in alcuni territori diventa quasi la normalità, un fatto culturale“.

A Napoli i quartieri più a rischio sono quelli dell’area Nord, uniti a Comuni come Caivano e Acerra. “Sarebbe importante attivare indagini più approfondite – sottolinea il garante – e sistemi di procedure standard così da calcolare anche la quota ‘sommersa’ del fenomeno e attivare politiche di prevenzione adeguate insieme a una rete di protezione per cercare di curare al meglio i bambini già danneggiati dal maltrattamento”. In questo senso, lo scorso anno il garante ha promosso la nascita dell’associazione ‘Rimuoviamo il Degrado’ con la consapevolezza che “dove c’è degrado – spiega – non si può essere futuro”.

L’associazione si occuperà dell’apertura entro quest’anno di un Centro Polifunzionale nel parco Verde di Caivano, dedicato alla piccola Fortuna Loffredo, la bimba di 6 anni, vittima di presunti abusi sessuali, uccisa nel 2014 proprio al Parco Verde.

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