Un grandangolo per guardare il cielo: a Napoli la prima camera all-sky del Sud

La camera sarà installata sul tetto dell’Inaf Osservatorio Astronomico di Capodimonte. Le sue osservazioni rientrano nelle attività del progetto Prisma
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ROMA – Il cielo è sotto stretta osservazione. A Napoli è stata installata la prima camera all-sky del Sud Italia, con il compito di vigilare su tutti gli oggetti che attraversano la volta celeste. Oggetti che poi raggiungono la Terra. Si stima che ogni anno siano circa 40mila le tonnellate di materiale extraterrestre che atterrano sul nostro pianeta.

Bolidi, asteroidi e meteoriti saranno nell’obiettivo grandangolare della camera, ma le osservazioni terranno sotto controllo anche le stelle cadenti: granelli di polvere di pochi milligrammi che, entrando nella nostra atmosfera con velocità di decine di km al secondo, si incendiano per attrito lasciando scie luminose.

La camera sarà installata sul tetto dell’Inaf Osservatorio Astronomico di Capodimonte. Le sue osservazioni rientrano nelle attività del progetto Prisma– Prima Rete Italiana per la Sorveglianza di Meteore e Atmosfera, che vede coinvolti osservatori astronomici e meteorologici, istituti scolastici e singoli cittadini in una collaborazione nazionale di raccolta e analisi dati unica nel suo genere.

Time lapse dal tramonto all’alba, con la Luna che attraversa tutto il cielo, preceduta da Orione.
Crediti: Enrico Cascone/Inaf


Il progetto Prisma cercherà di determinare le traiettorie e le orbite dei corpi celesti in caduta, e l’eventuale area di ritrovamento sul suolo, attraverso una rete di telecamere che sorgerà su tutto il territorio nazionale, auspicabilmente a circa 100 km di distanza l’una dall’altra. Dall’analisi dei meteoriti raccolti a terra – analisi chimica, geologica e morfologica – sarà possibile ottenere numerose informazioni indirette sulla composizione chimica originaria del nostro Sistema Solare.

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“Un progetto che sarebbe piaciuto a Giovanni Pascoli, appassionato di astronomia a tal punto da dedicare una breve ode alla cometa di Halley”, ha commentato Massimo Della Valle, direttore dell’Inaf Osservatorio Astronomico di Capodimonte. “Credo sarebbe stato contento nell’apprendere che una rete di telecamere oggi monitora quel “pianto di stelle” che, presente nel corso dell’anno e non solo nella notte di San Lorenzo, accompagna l’osservazione del cielo”.

A livello nazionale, il progetto PRISMA è coordinato da Daniele Gardiol (INAF di Torino); il team su Napoli è costituito da Enrico Cascone, Andrea Di Dato e Giulio Capasso. Qui il sito del progetto

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