ROMA – “L’Europa ha un ruolo cruciale in questo momento; non deve lasciarsi sopraffare da una superpotenza che si comporta come un bullo; al contrario, insieme al resto del mondo, deve affermare che è possibile dar vita a un’agenda cooperativa”. Così all’agenzia Dire Jayati Ghosh, economista dello sviluppo originaria dell’India, docente alla University of Massachusetts Amherst nonché co-presidente della Independent Commission for the Reform of International Corporate Taxation (Icrict).
A ROMA CON OXFAM
L’occasione dell’intervista è un incontro organizzato a Roma dall’ong Oxfam, poche settimane dopo l’insediamento del presidente americano Donald Trump. “Credo che lui stia facendo male non solo al mondo ma anche agli Stati Uniti” sottolinea Ghosh in merito ai dazi preannunciati dalla nuova amministrazione a Washington. “Trump sta usando il commercio come un’arma senza promettere nulla di positivo in cambio”. Secondo la professoressa, “questo è il momento in cui gli altri Paesi devono opporsi al bullo e affermare che si può definire un’agenda cooperativa per il resto del mondo”.
I temi sui quali impegnarsi sono tanti, dalle normative fiscali al contrasto ai cambiamenti climatici. “Dobbiamo avere la schiena dritta”, l’appello di Ghosh, “di fronte a un regime folle che vuol fare deragliare un’agenda globale umana”.
IL SUD GLOBALE VISTO DAI MEDIA EUROPEI
Poi un appunto rivolto anche ai media europei. “Penso che purtroppo in pochi si rendano conto delle difficoltà dei Paesi in via di sviluppo perché i notiziari non le raccontano abbastanza” denuncia l’economista. “C’è un aumento delle persone che soffrono la fame e che sono private di un’istruzione o di assistenza sanitaria solo perché sono costrette a ripagare i debiti”. Secondo Ghosh, impegnata con Joseph Stiglitz e altri esperti di Icrict a promuovere una maggiore giustizia sul piano fiscale a livello globale, “oggi ci sono difficoltà estreme che minacciano vite in diverse parti del mondo”.
IL CASO “USAID”
Un’ultima domanda riguarda la decisione di Washington di sospendere molti progetti di assistenza all’estero supportati dall’agenzia Usaid. “Credo che il fatto che gli Stati Uniti possano aver bloccato da un giorno all’altro aiuti essenziali, farmaci e cure per le persone sia un segno dell’insensibilità americana” risponde Ghosh. “Va però denunciato che questa scelta è stata seguita da stop imposti a cascata da diversi Paesi europei”. Un aspetto chiave, secondo l’economista, è la fiducia. “Dobbiamo capire che sul pianeta siamo insieme” sottolinea Ghosh. “Se ti comporti in un certo modo fai venire meno la fiducia, a livello globale; quando la si perde, poi, recuperarla diventa molto difficile“.




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