Ritorno al futuro made in Naples. Soggetto e regia Antonio Bassolino

Primo sindaco dell''era pop', ci riprova per palazzo San Giacomo quasi trent'anni dopo
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NAPOLI – Correva l’anno 1993, iniziava la stagione dei sindaci che avrebbero indossato la fascia tricolore per elezione diretta: gli amministratori si presentano, si propongono, si dichiarano leader di popolo sentendo di poter rispondere sempre meno al partito o alle coalizione che li ha supportati. I sindaci diventano pop. Il 5 dicembre di quell’anno, al turno di ballottaggio, in Campania vengono eletti tra gli altri Antonio Bassolino a Napoli, e Vincenzo De Luca a Salerno. Entrambi rappresentavano il Partito democratico della sinistra. Il primo sconfigge alle urne Alessandra Mussolini, candidata del Movimento sociale italiano, ottenendo il 55,65% dei consensi contro il 44,35%.  A scadenza di mandato entrambi bisseranno il successo. Oggi, quasi trent’anni dopo, mentre De Luca è a palazzo Santa Lucia, Bassolino si ricandida a palazzo San Giacomo annunciando la sua intenzione con un post su Facebook. Trent’anni dopo le radici della quercia simbolo del Pds sollevano l’asfalto a Napoli e fanno temere incidenti, soprattutto a chi sotto quell’albero è stato seduto per anni o sulla quercia si è arrampicato quando è diventata simbolo dei Democratici di sinistra, prima di lasciare il posto ad un nuovo logo ed al ramoscello d’ulivo del Pd. Il ripresentarsi  scevro da benedizioni dem dell’ex esponente del partito comunista, 74 anni il prossimo 20 marzo, agita gli animi del Pd all’ombra del Vesuvio impegnato perché al voto si presenti una coalizione che va dai democratici al M5s passando per chi si schiera a sinistra e chi si è schierato con De Luca alle scorse regionali. Così Marco Sarracino, segretario metropolitano del Pd, che alle primarie del 2015 per scegliere il sindaco di Napoli era tra gli sfidanti di Antonio Bassolino, ieri nel corso di una direzione provinciale – anticipata di due giorni – ha rimarcato la proposta per Napoli sarà “larga, plurale ed in grado di scrivere una nuova storia per questa città”. Con questi presupposti – Bassolino che si lancia in una volata solitaria mentre altri convocano tavoli e imbastiscono trattative di volta in volta vertenti su Roberto Fico, Enzo Amendola e Gaetano Manfredi – il primo turno a Napoli rischia di diventare un turno delle primarie del centrosinistra con buona pace e fortuna per il centrodestra che, se ancora non ha posto il sigillo su chi rappresenterà la coalizione nella conquista di palazzo San Giacomo, ha sottoscritto il patto di correre assieme alle prossime amministrative ovunque si andrà al voto.

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