‘La Divina Commedia come percorso di vita’: lo sguardo di Claudio Widmann

dante alighieri
Un'opera in tre volumi (Magi editore) che costituisce ad oggi l'interpretazione psicologica più completa del poema dantesco
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ROMA – Nell’anno dedicato alle celebrazioni per il 700esimo anniversario dalla morte di Dante Alighieri, sono innumerevoli i saggi, i romanzi e i libri illustrati pubblicati dalle più importanti case editrici. Tra questi uno dei più interessanti è ‘La Divina Commedia come percorso di vita’ (Magi editore) di Claudio Widmann, un’opera in tre volumi che costituisce ad oggi l’interpretazione psicologica più completa del poema dantesco.

L’autore sviluppa l’idea che il viaggio di Dante descriva il percorso individuativo, quel cammino attraverso cui “si diventa quel che si è”. La lettura che ne fa Widmann è articolata e immensa, ma destinata – per sua stessa ammissione – all’incompiutezza: nemmeno 1.500 pagine sono sufficienti a scandagliare l’universo simbolico che sottende il racconto di Dante. Nonostante ciò, questa narrazione illustra la complessità e la grandiosità del disegno individuativo, che prende avvio nel buio impenetrabile dell’inconscio e si conclude nel bagliore non meno impenetrabile del mistero. Widmann mette in relazione a Inferno, Purgatorio e Paradiso tre grandi aree della vita psichica: l’inconscio, l’Io e il Sé e articola il viaggio di ciascuno verso se stesso in tre passaggi fondamentali: il confronto con l’inconscio, la strutturazione dell’Io e la reintegrazione del Sé. Allegorie dantesche ed esperienze di vita si intrecciano costantemente e l’illustrazione dei passaggi individuativi, fitta di esempi tratti dalla quotidianità, invita all’introspezione e stimola l’identificazione. È chiaro fin dalle prime pagine che “quest’opera non è concepita per spiegare, ma per pensare”; a leggerla e a riflettere sui propri snodi evolutivi siamo invitati tutti: psicologi e letterati, dantisti e uomini comuni. Quest’opera racconta di noi.

L’esplicazione dei passi più oscuri del lessico dantesco, intessuta nella narrazione che apre ogni capitolo, è un dono per il lettore e un’esaltazione della bellezza della lingua italiana ai suoi esordi. In questo ideale cammino letterario ed esistenziale, il linguaggio di Dante diventa familiare. Il Sommo Poeta parla di ognuno di noi e finalmente a noi tutti.

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