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Viminale: “Segni di radicalizzazione, espulso tunisino”

ROMA - Durante il periodo di detenzione aveva dato segni di radicalizzazione e manifestato un comportamento violento sia nei confronti
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ROMA – Durante il periodo di detenzione aveva dato segni di radicalizzazione e manifestato un comportamento violento sia nei confronti degli altri detenuti sia verso il personale penitenziario. Per questi motivi un tunisino 33enne e’ stato espulso dal territorio nazionale e rimpatriato. E’ il 14esimo cittadino straniero ritenuto socialmente pericoloso e rimandato nel paese di origine dall’inizio dell’anno”.

Lo comunica una nota del Viminale. L’uomo era pregiudicato per reati comuni ed era finito nel mirino dell’intelligence antiterrorismo per il legame di amicizia con il noto attentatore del mercatino natalizio di Berlino Anis Amri, conosciuto quando entrambi erano detenuti a Palermo.

L’attivita’ di osservazione a cui e’ stato sottoposto ha mostrato una progressiva radicalizzazione del cittadino tunisino che e’ stato protagonista di diversi episodi di violenza nei confronti degli altri detenuti e del personale penitenziario, e ha iniziato a rifiutare qualsiasi contatto con gli operatori e con il resto della popolazione carceraria.

Salgono cosi’ a 377 le espulsioni eseguite dal 2015 ad oggi, di cui, come detto, 14 nel 2019. Nel 2018 sono stati eseguiti 126 allontanamenti, mentre erano stati 105 nel 2017, 66 nel 2016 e ancora 66 nel 2015. 

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