Biotestamento, scontro in commissione. Cattolici all’attacco: “Da Pd super canguro”

Lo scontro si accende sulla discussione degli emendamenti all'articolo 3, quello che prevede la richiesta di sospensione dei trattamenti
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ROMA – All’avvio dell’esame degli emendamenti all’articolo 3 del testo sul testamento biologico esplode subito lo scontro in commissione Affari sociali della Camera. L’articolo 3 è il cuore del provvedimento: esso prevede che attraverso le Dat (Disposizioni anticipate di trattamento) il paziente possa chiedere la sospensione di trattamenti sanitari compresi nutrizione e idratazione artificiali. Sul punto i centristi e il centrodestra sono fermamente contrari. La scintilla si accende quando la relatrice Donata Lenzi (Pd) annuncia una riformulazione di un emendamento a firma Maria Amato (Pd) che, se approvato, secondo i deputati che si oppongono, farebbe decadere tutti gli altri emendamenti (ne sono stati depositati 111). Per Paola Binetti si tratta di “un canguro”, ossia una mossa per accelerare l’esame della legge con un ‘taglio’ drastico delle proposte di modifica dopo il voto su un emendamento che assorbe o preclude quelli a seguire. Alessandro Pagano (Lega) parla di “super-canguro”.

Paola Binetti

I deputati di area cattolica chiedono una sospensione dei lavori per studiare la riformulazione dell’emendamento Amato sulle Dat. La relatrice replica che non c’è bisogno di una pausa, poiché- spiega- sono settimane che si discute in commissione. La risposta di Lenzi suscita l’irritazione di Raffaele Calabrò (Ap) che minaccia: “Io in queste condizioni esco dall’aula e non partecipo al dibattito”. La relatrice cerca di stemperare la tensione: “Se questa mia proposta crea problemi, votiamo l’emendamento così com’è e le correzioni, che sono di buon senso e minime, le faremo in aula”. Il presidente della Commissione Mario Marazziti ricorda che alle 14 c’è un Ufficio di presidenza per decidere sui tempi delle votazioni in vista dell’approdo in Aula, previsto per lunedì 20. Lenzi suggerisce di cominciare con il voto degli emendamenti che vengono prima della modifica Amato in modo da discutere con più calma sulla riformulazione. Questo darebbe così il tempo al presidente Marazziti di valutare quanti sarebbero gli emendamenti assorbiti o preclusi dall’emendamento Amato e comunicarlo ai componenti della commissione.

di Maria Carmela Fiumanò, giornalista professionista

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