sabato 14 Febbraio 2026

Sentenza apripista sull’oro blu può fare più ricchi i Comuni di montagna

Accolto ricorso del Comune di Peio per il rialzo delle rendite catastali dalle centrali idroelettriche e l'Uncem: sentenza apre strade importantissime.

ROMA – La Cassazione ha accolto il ricorso promosso dal Comune di Peio per rivedere al rialzo le rendite catastali delle centrali idroelettriche e ora potrebbe incassare 950.000 euro in più all’anno, a partire dal 2017, di Imis. La questione, spiega e ricorda l’Uncem (Unione dei Comuni, Enti e Comunità montane) riguardava le centrali idroelettriche di Pian Palà e del Careser. Ma è anche una questione che non riguarda solo Peio, come spiega il professor Geremia Gios, già sindaco di Vallarsa e che sta operando come consulente tecnico di parte a titolo gratuito. Il tema interessa altri Comuni trentini, alcuni dei quali hanno già fatto ricorso. Finora tutte le sentenze hanno portato a un aumento della rendita prevista inizialmente dal catasto, “altri Comuni potrebbero farlo, dovrebbero anche farlo”, perchè, dice l’Uncem, “se fosse applicata la medesima proporzione a tutti gli invasi, a tutti gli impianti idroelettrici del Trentino, significherebbe un gettito maggiore tra i 15 e i 20 milioni all’anno che può andare in spesa corrente”.
Secondo Uncem, il percorso trentino potrebbe essere seguito da altri Comuni italiani montani dove insistono centrali idroelettriche. “Gli enormi gettiti economici dei titolari degli impianti non hanno, se non con i sovracanoni e i canoni, impatto sui territori. È dunque urgente un lavoro anche con le Regioni, che sono alle prese con le scadenze delle concessioni- evidenzia il Presidente nazionale Uncem Marco Bussone- quella delle rendite catastali è una questione storica e questa sentenza apre strade importantissime. Un’azione urgente è possibile e necessaria”.

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