lunedì 9 Febbraio 2026

Chiara Ferragni, attesa per la sentenza del Pandoro gate: l’influencer sarà condannata?

Nel pomeriggio dovrebbe uscire la decisione del giudice sulle accuse di truffa aggravata per Chiara Ferragni: l'accusa ha chiesto un anno e 8 mesi

ROMA – Dovrebbe arrivare oggi pomeriggio la sentenza sulla vicenda del ‘Pandoro gate‘ per Chiara Ferragni, l’imprenditrice e influencer che due anni fa è stata travolta dalla scandalo legato alle accuse di aver lucrato su una raccolta di beneficienza fatta appunto con il pandoro Balocco che era ‘griffato’ per l’occasione con il logo e venduto in una campagna i cui fondi dovevano andare a bambini malati. Ma poi è emerso che le cose stavano in un altro modo e così Chiara Ferragni è finita sotto inchiesta per truffa aggravata. Il processo si sta svolgendo in rito abbreviato e dopo l’udienza del 19 dicembre oggi, dopo le 15.30, dovrebbe arrivare la decisione del giudice.

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L’accusa per Chiara Ferragni è truffa aggravata e riguarda sia il pandooro (il Balocco Pink Christmas) che le uova di Pasqua Dolci Preziosi. Questa mattina il giudice di Milano Ilio Mannucci Pacini, dopo le repliche dei legali di parte civile e delle difese, è entrato in camera di consiglio. La richiesta dell’accusa (procuratore aggiunto Eugenio Fusco e il pm Cristian Barilli) hanno chiesto per l’imprenditrice digitale, che si è sempre dichiarata innocente, una condanna a un anno e 8 mesi senza attenuanti. La difesa, invece, ha chiesto l’assoluzione, continuando a sostenere che da parte dell’influencer non ci sia stato “alcun dolo” e che tutt’al più si sia trattato di ‘pubblicità ingannevole’. “Tutto quello che abbiamo fatto, lo abbiamo fatto in buona  fede, nessuno di noi ha lucrato”, aveva spiegato Chiara Ferragni in aula il 25 novembre, facendo dichiarazioni spontanee. Dopo lo scandalo l’imprenditrice oltre alla scuse pubbliche (con quel video in cui compariva struccata e mesta che tutti ricorderanno,) ha fatto una donazione (effettiva) alla struttura che era indicata nella campagna benefica e ha anche risarcito le persone che avevano acquistato il dolce natalizio.

Oltre a Ferragni, sono imputati Fabio Damato, ex braccio destro di Chiara Ferragni (l’accusa ha chiesto un anno e 8 mesi) e Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia (gruppo a cui fa capo Dolci Preziosi), per cui è stato chiesto un anno.

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